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Almeno una volta nella vita tutti noi ci siamo sentiti persi, stranieri tra i nostri amici, nella nostra famiglia. Tutti noi abbiamo sentito il bisogno di cambiare, di accettare noi stessi per quello che siamo, senza compromessi, senza sé né ma. Talvolta la strada da intraprendere non è mai la più facile. Per tutte quelle persone che hanno bisogno di riscoprire se stesse, la Tunué propone questa #wishlist, cinque graphic novel, cinque storie delicate e profonde che sanno toccare il cuore di chi sa ascoltare.

Cosa vogliamo veramente condividere di noi? Quale immagine vogliamo proiettare? Cosa significa essere normali?

La famiglia Fares, di origine marocchina e di religione islamica, si è trasferita in Italia da molti anni. Le due sorelle Raja e Amal vivono sul filo continuo e instabile dell’equilibrio tra le due culture, quella di origine marocchina e quella di crescita italiana, in bilico tra la religione familiare e la libera scelta, sospese tra ciò che la società si aspetta da loro e ciò che in realtà loro sentono di essere, a cavallo tra una identità a metà e allo stesso tempo duplice. I percorsi diversi di Raja e di Amal mettono in discussione molti degli stereotipi sull’Islam e sulle donne musulmane, generalmente considerate sottomesse e descritte in termini monolitici.

Possiamo essere tutto è stato scritto in collaborazione con Amnesty International Italia per abbattere i pregiudizi e gli stereotipi verso l’Islam e la religione musulmana.

Helen, la protagonista, è una bambina di undici anni amante della natura e una birdwatcher dilettante. Quando un agricoltore locale le dice che un «uccello raro» di nome Emrys si è suicidato in una fattoria vicina, decide di indagare. Quello che Helen scoprirà è che Emrys non era un uccello, ma un uomo che rifiutava il ruolo che la società gli aveva imposto.

Quello che voleva essere è un romanzo di formazione, un viaggio di scoperta della libertà individuale: in una miscela di dettagli naturalistici e di eventi fantasmagorici, Helen scoprirà il mistero della vita e della morte, se stessa e comprenderà l’importanza di essere quello che si vuole attraverso le proprie scelte.

La protagonista di Albero rosso è una bambina intrappolata nella monotonia di giornate sempre uguali che proseguono senza nulla di nuovo. Le cose cambiano quando la bambina decide di uscire a fare una passeggiata alla ricerca di qualcosa: un pesce gigante vola basso tra i palazzi, appena sopra la sua testa, facendole ombra, mentre nessuno, in giro, sembra accorgersi di lei, che ha una lampadina al posto del cuore e teme che il mondo sia un congegno sordo, senza senso né ragione.

L’albero rosso di Shaun Tan è una storia capace di raccontare il vuoto, la malinconia e la paura del mondo, come l’attimo inspiegabile in cui la speranza fa capolino nelle nostre vite restituendoci a noi stessi. Un libro illustrato per chi si è sentito perso almeno una volta e non aveva le parole per dirlo.

Il protagonista di Giardino d’inverno è Sam, barman in un jazz club, porta avanti un’esistenza anonima in una città grigia, incredibilmente piovosa e disumanizzata. Interrotti ormai i rapporti con la propria famiglia, solo la relazione con la ballerina Lili lo solleva a stento dall’incomunicabilità e dalla routine quotidiana.

Fino a quando una goccia d’acqua che dal soffitto cade nella sua tazza di caffè lo porterà dal vecchietto del piano di sopra. Un incontro che, grazie a una sorpresa inaspettata, permetterà a Sam di provare a uscire dal grigiore della sua vita e aprirsi ai sentimenti.

Una storia narrata a ritmo di jazz, un trionfo delle emozioni, una storia per riscoprire se stessi e ciò che si vuole diventare.

La mia vita nel barrio racconta delle scorribande del giovanissimo Gabi e dei suoi amici nella Palma di Maiorca degli anni Ottanta, il quotidiano scontro con una città difficile, dominata dalle differenze sociali ma anche la scoperta del sesso, l’incontro con la letteratura, la fascinazione per il disegno e, sul fronte opposto, le periodiche e spesso inevitabili discese nel baratro dei farmaci, della droga, dei furti e della violenza ma tutto si supera grazie all’amicizia.

La mia vita nel barrio è una storia di crescita e adolescenza al limite che mette in scena la voglia di crescere, e quella di fuggire lontano. Vincitore del premio Palma di Maiorca come miglior fumetto nel 2011.

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