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La perdita è un argomento molto delicato, molto spesso siamo travolti da sentimenti troppo forti da essere ricondotti a mere parole. Perdita intesa nel suo significato più ampio, non solo di affetti terreni ma anche di ricordi preziosi, di memorie che ci rendono quello che siamo e che fanno parte di noi. Certe volte abbiamo solo bisogno di incanalare questi sentimenti, di toccarli con mano per poterli capire e superare. La narrazione ci viene in aiuto. In questa #wishlist, la Tunué vi propone cinque graphic novel adatte a ricomporre la perdita.

MOMO DI JONATHAN GARNIER E RONY HOTIN

Momo è una bambina di cinque anni che vive con la nonna in un piccolo villaggio portuale della Normandia. Il padre è marinaio d’altura obbligato dal lavoro a passare lunghi periodi in mare in un porto molto distante dal paese. Per questo motivo Momo, che sente la mancanza del padre, qualche volta va sul ponte per riuscire a vedere la barca del genitore. Alla morte della nonna il pescivendolo del paese, amico del padre di Momo, si rifiuta di affidare la piccola ai servizi sociali e si offre di ospitarla a casa sua fino al ritorno del padre. Questa esperienza porterà la piccola a misurarsi con il mondo esterno, a trovare nuovi amici e con loro, iniziare una piccola avventura che la aiuterà a crescere e a superare il dolore

Momo è un graphic novel di formazione, di crescita e di riscoperta dell’infanzia.

L’UOMO MONTAGNA DI GAUTHIER E FLÉCHAIS

L’Uomo Montagna parla del legame indissolubile tra nonno e nipote. La storia inizia con un nonno che si sta preparando a partire per il suo ultimo viaggio, ma delle grandi montagne che gli sono cresciute sulle spalle gli rendono impossibile spostarsi. Il suo nipotino vorrebbe accompagnarlo, ma è troppo piccolo per aiutarlo a portare quel peso. Coglierà quindi l’occasione per mettersi in viaggio per la prima volta senza il nonno, alla ricerca di un vento potentissimo col quale potrà smuovere una volta per tutte quelle mastodontiche montagne.

L’Uomo Montagna è un viaggio di formazione e di conquista. Un viaggio magico e una commovente metafora sugli ultimi anni della vita.

IL CIRCO DELLA VITA DI NICOLAS ANTONA E NINA JAQCMIN

Siamo in nella Francia dei primi anni ’60. Louis è un bambino sovrappeso, con gravi problemi di vista, che cresce in un orfanotrofio gesuita. Questi problemi fisici impediscono la sua adozione e per questo rimane in orfanotrofio fino alla maggiore età. Gli unici bei momenti che conosce sono quelli che passa nel circo Marcos, che si stabilisce in un terreno abbandonato della città. Sotto il tendone tutto gli sorride, la vita è luminosa, è felice; e poi c’è Clara, la bellissima domatrice di elefanti. Grazie a lei Louis scoprirà così l’importanza dell’affetto, la fiducia, il calore di un sorriso, la felicità di un bacio.

Il circo della vita è una storia d’amore, un racconto sul tempo che passa e sulla bellezza dell’aver qualcuno con cui viverlo.

IL RITROVO DEGLI INUTILI DI PAOLA CAMORIANO

Protagonista del graphic novel è Elettra. La bambina vive in una piccola città trascorrendo le sue giornate in una mansardina. Soffre di attacchi di panico e suona il basso in una band metal, mentre nel tempo libero ama aggirarsi per la lavanderia del suo amico Corey. Dopo la morte di zio Sornione, sua moglie, zia Serafina, chiede alla nipote di passare l’estate da lei in collina, per stare insieme e sbrigare alcune faccende.

Il laboratorio dello zio è pieno di cianfrusaglie e piccoli tesori, creati a mano. Aiutando lo zio a realizzare un suo progetto, Elettra imparerà a superare quegli ostacoli che prima gli sembravano insormontabili, godendosi un’estate diversa, decisamente magica, che le insegnerà a fare tesoro delle piccole cose.

RUGHE DI PACO ROCA

Protagonista di Rughe è Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer. La sua famiglia, non riuscendo più a convivere con gli sbalzi d’umore e l’incapacità dell’uomo di prendersi cura di se stesso, decide di farlo ricoverare in una residenza per la terza età. Le sue giornate passano tranquille insieme con i suoi nuovi compagni Miguel, suo compagno di stanza, Juan, un ex conduttore radiofonico, Antonia, Dolores, Modesto e molti altri, e con gli infermieri che li accudiscono. Allo stesso tempo è impossibile frenare il decadimento psicologico.

La mancanza di memoria, la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti da Paco Roca con un misto di umorismo e commozione con l’obiettivo di farci riflettere e comprendere veramente il dolore che provoca l’Alzheimer.

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