Posted on

LuccaCG19 | Sergio Algozzino al Lucca Comics&Games 2019

Sergio Algozzino ha lavorato con diverse tra le più importanti case editrici (Disney, Sergio Bonelli Editore, Becco Giallo), per approdare in pianta stabile alla Tunué con cui ha pubblicato diversi titoli: Myrna e il tocco della morte, Il piccolo Caronte, Storie di un’attesa, Memorie a 8bit, Dieci giorni da Beatle, Hellzarockin‘ e il saggio Tutt’a un tratto. Nel 2013 vince il Premio Francisco Solano Lòpez come “Miglior disegnatore“. All’attività di disegnatore e colorista affianca quella di insegnante presso varie scuole di fumetto.

Libri

Tutt’a un tratto – Una storia della linea del fumetto
Hellzarockin’
Dieci giorni da Beatle
Storie di un’attesa
Il piccolo Caronte
Memorie a 8 bit
Myrna e il tocco della morte
Nellie bly

Orari firmacopie

Posted on

Romics XXVI – Ottobre 2019

Dal 3 al 6 ottobre saremo alla ventiseiesima edizione del Romics, il festival del fumetto di Roma. Ci troverete al padiglione 7, stand E2! Avrete modo di incontrare noi e i vostri autori preferiti. Non vediamo l’ora!

I firmacopie in programma:
– 4 ottobre dalle 10:00 alle 12:00 Giulia Priori, colorista di The Moneyman.

– 4 ottobre dalle 11:00 alle 13:00 – Eva Villa, colorista di Monster Allergy Evolution – Domulacrum.

– 3, 4, 5 e 6 ottobre dalle 12:00 alle 17:00 – Simona Binni, autrice di Silverwood Lake, La memoria delle tartarughe marine, Amina e il vulcano e Dammi la mano e direttrice della nuova collana Ariel.

– 5 e 6 ottobre dalle 12:00 alle 17:00 – Pera Comics, autore di Chi ha ucciso Kenny? e Chi ha ucciso Kenny? Il trono di Kenny.

– 5 ottobre dalle 11:00 alle 12:00 e 6 ottobre dalle 16:00 alle 18:00 – Sergio Algozzino, illustratore di Nellie Bly.
Sempre sabato 5 ottobre, inoltre, alle 16:10 l’autore presenterà il graphic novel nella Sala Incontri in Libreria nel padiglione 8.

Posted on

Tunué week | Tutti gli eventi dal 17 al 24 aprile

LUNEDì 15 APRILE | CIRCOLO DEI LETTORI (Via Giambattista Bogino, 9)| TORINO | Ore 18:00

Presentazione de Le sfide dei campioni di e con Federico Vergari. Interviene Marco Pautasso, Salone del libro. In collaborazione con la libreria Luxemburg.

MERCOLEDì 17 APRILE | HOTEL EUROPA (Via Emanuele Filiberto 14)| LATINA | Ore 18:30

Presentazione de Le sfide dei campioni di e con Federico Vergari. Interviene l’editore Emanuele Di Giorgi, Valerio Catoia, uno dei campioni protagonisti del libro, Leonardo Valle, General Manager Plastex.Modera il giornalista Fabio Benvenuti.


MERCOLEDì 17 APRILE | LIBRERIA ROMA-UBIK (Via della Misericordia 18)| PONTEDERA | Ore 17:00

Presentazione di Gherd. La ragazza della nebbia di Marco Rocchi Francesca Carità.


MERCOLEDì 17 APRILE | LIBRERIA FELTRINELLI (Via Cavour 133)| PALERMO | Ore 18:00

Presentazione del graphic novel Myrna e il tocco della morte di e con Sergio Algozzino e Deborah Allo. Interviene Salvo Di Marco.

Per tutti i partecipanti in regalo, il segnalibro ispirato a Myrna.

Posted on

Myrna e il tocco della morte | Intervista a Sergio Algozzino e Deborah Allo

[et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_row _builder_version=”3.0.48″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.0.47″][et_pb_text _builder_version=”3.19.18″ background_size=”initial” background_position=”top_left” background_repeat=”repeat”]

Myrna e il tocco della morte

Sergio Algozzino e Deborah Allo

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section][et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.19.4″][et_pb_row custom_padding=”27px|0px|0|0px|false|false” _builder_version=”3.19.4″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.4″][et_pb_text _builder_version=”3.19.18″]

Una storia che riflette sul tema della diversità, giallo dai toni cupi secondo l’ispirazione del miglior Tim Burton. Myrna e il tocco della morte intriga, appassiona e lascia i lettori con il fiato sospeso fino al sorprendente scioglimento della trama.

Come è nata questa storia? Quali sono i dietro le quinte della sua creazione?

Sergio Algozzino e Deborah Allo ce lo hanno raccontato. 

Buona lettura!

 

[/et_pb_text][et_pb_divider _builder_version=”3.19.4″][/et_pb_divider][/et_pb_column][/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=”3.19.4″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.4″][et_pb_text _builder_version=”3.19.4″]

Cosa ha ispirato questo libro?

Sergio: Più o meno le stesse riflessioni che mi avevano portato al Piccolo Caronte. Sono infatti due libri collegati, non dalla storia né dall’ambiente o dai personaggi, ma possiedono la stessa atmosfera cupa e la stessa voglia di raccontare alcuni disagi dell’umanità.

So che a riassumerla così rischio di sembrare estremamente presuntuoso, non ho alcuna pretesa di cambiare la vita a nessuno e il mio scopo è solo quello di buttare su carta diverse idee accomunate dallo stesso approccio narrativo.

Inoltre, sia Mono (dal Piccolo Caronte) che Myrna sono volutamente in una fase di crescita e maturazione, pronti per crescere in base alle rivelazioni che incontreranno sul loro percorso. Se nel Piccolo Caronte il focus principale era la responsabilità in questo caso è invece il diverso, qualcosa che è stato raccontato in tutti i modi possibili e immaginabili e che se dovessi riassumere in alcune opere fondamentali legate a questa storia direi: Freaks, Elephant Man, Edward mani di forbice e gli X-Men di Claremont e Byrne. Nonostante tutto, ho cercato anche stavolta di dare la mia personale visione dell’argomento, quindi non li considero riferimenti narrativi ma soltanto emotivi.

Perché avete deciso di raccontare questa storia?

Deborah: Quando Sergio mi ha fatto leggere il soggetto della storia, ne sono stata molto felice. Tutto ciò che è magico, floreale e ombroso allo stesso tempo mi ha sempre affascinato, per cui non potevo rifiutare la collaborazione!

Sergio: Perché amo la letteratura gotica e ho sempre scritto storielle del genere senza però disegnarle da professionista, preferendo per mia indole pagine più quotidiane, più intimiste. Deborah ha un segno fantastico, che si sposa perfettamente con questa visione che non deve essere mai troppo realistica e ho quindi avuto la fortuna di potere pubblicare due di quelle storielle. Magari ne scrivo una terza.

Quali sono i temi principali della storia e i legami che hanno con la realtà di oggi?

Sergio: Come detto, in questo caso il tema è il diverso. E sembra fatto apposta visti questi durissimi giorni di intolleranza cronica e dilagante, ma ahimè non è che quando se ne parli di meno il problema non sussista. Purtroppo l’essere umano è davvero un animale, senza offesa per nessuno, è solo la biologia a parlare.

Deborah:  Sicuramente quella del “diverso” è una tematica che emerge nella storia e purtroppo ancora oggi si ha paura spesso delle parti “freak” che risiedono in ognuno di noi. La parte che Jung definisce “Ombra” è una sorta di coinquilino nascosto che a volte è ben evidente, conferendo saggezza e raffinatezza di pensiero, e altre volte no. Spesso, invece, chi si nasconde dietro una facciata e sfoggia tutto il suo potere e la sua fortuna, è proprio chi ha un’ombra così ingombrante che preferisce ignorare!

Quali sono i vostri punti di riferimento artistici?

Sergio: Non ci penso più. Amo tante, troppe cose, ma devo ormai necessariamente guardarle dall’esterno per non esserne malamente influenzato.

Deborah: Mi piacciono da impazzire le illustrazioni del folklore russo e simili. Il mio artista preferito rimane Kay Nielsen, ma imparo molto anche dai film di animazione stop-motion della Laika. Tuttavia, il mio punto di riferimento principale rimane la natura.

Raccontateci dove lavorate e come…

Deborah: Questa è la mia postazione di lavoro, accompagnata da buona musica, candele profumate e i gatti che ogni tanto vengono a curiosare 🙂

[/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=”3.19.4″][/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=”3.19.18″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.18″][et_pb_image src=”https://www.tunue.com/wp-content/uploads/2019/03/Myrna-2.jpg” _builder_version=”3.19.18″ max_width=”68%” module_alignment=”center”][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section][et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.19.18″][et_pb_row _builder_version=”3.19.18″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.18″][et_pb_image src=”https://www.tunue.com/wp-content/uploads/2019/03/Myrna.jpg” _builder_version=”3.19.18″ max_width=”25%” module_alignment=”center”][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section][et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.19.4″ custom_padding=”13px|0px|13px|0px|false|false”][et_pb_row custom_padding=”28px|0px|31px|4px|false|false” _builder_version=”3.19.4″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.4″][et_pb_text _builder_version=”3.19.4″]

Sergio:  Casa. Amo lavorare in compagnia quando posso ma a seconda delle fasi lavorative (disegnare e colorare sì, scrivere no). Se scrivo devo annullare tutto, niente musica, niente di niente. Spesso scrivo sul letto o in quei posti che mentre disegno mi sono generalmente esclusi (anche nelle attese fuori casa).

Parlateci della vostra formazione…

Sergio: La faccio breve: Liceo Artistico, Scenografia, autodidatta ed eccomi qua.

DeborahMia mamma mi dice sempre che ho iniziato a tenere la matita in mano prima di iniziare a camminare. Dopo le scuole medie, ho scelto l’istituto d’arte di Giarre, che ora è diventato liceo, e, una volta diplomata, ho frequentato la Scuola del Fumetto di Palermo. Posso dire, però, che non si finisce mai di imparare. Per l’arte, così come per la vita in sé, la vera scuola la facciamo noi con la nostra voglia di conoscere e di migliorare giorno per giorno.

Cosa vi piacerebbe trasmettere al lettore?

Deborah: Non saprei, credo più sensazioni possibili e sempre diverse… quindi, sì! Sarei felice se il libro venisse percepito con mille sfumature!

Sergio: Un pochino di tolleranza, ma so già che questo libro lo leggerà chi ne avrà una certa dose, quindi alla fine non credo che insegnerò nulla.

Questo libro è per…

Sergio: Leggere qualcosa di non troppo scemo, almeno credo. Ma non che le cose sceme siano sceme, al contrario sono molto spesso le cose non sceme a esserlo. Vabbè, forse ci siamo capiti. Scusatemi, è che sono scemo.

Deborah: … imparare ad accettarsi!

 

 

[/et_pb_text][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section][et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.19.15″][et_pb_row _builder_version=”3.19.15″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.15″][et_pb_image src=”https://www.tunue.com/wp-content/uploads/2019/03/myrna_cover_ISBN_500w.jpg” url=”https://www.tunue.com/prodotto/myrna-e-il-tocco-della-morte-sergio-algozzino-e-deborah-allo/” align=”center” _builder_version=”3.19.18″][/et_pb_image][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section][et_pb_section fb_built=”1″ _builder_version=”3.19.4″][et_pb_row _builder_version=”3.19.4″][et_pb_column type=”4_4″ _builder_version=”3.19.4″][/et_pb_column][/et_pb_row][/et_pb_section]

Posted on

Stan Lee | Tra innovazioni narrative ed estro creativo

Il papà dei supereroi, The Man, The Smilin’ (Il sorridente). Questi e tanti altri sono i nomi dati a Stan Lee, scomparso il 12 novembre 2018, fumettista, editore, produttore cinematografico e televisivo, a lungo presidente e direttore editoriale della Marvel Comics e colui che ha innovato il mondo del fumetto supereroico. Nei nostri saggi c’è sempre stato spazio per le sue innovazioni narrative e per il suo estro che ha saputo dare un volto nuovo all’universo dell’animazione. Ecco alcuni brani per ricordare colui che ci ha insegnato che i supereroi sono gente comune, lui che un supereroe alla fine lo è un po’ diventato, per tutti noi.

.

__________
Da Il fumetto supereroico. Mito, etica e strategie narrative di Marco Arnaudo
Collana Lapilli, 2010, ISBN 978-88-89613-70-2

Da oltre settant’anni un genere fumettistico si aggira per l’editoria e per la cultura del nostro pianeta. È un genere che è stato più veloce di un proiettile nel diffondersi, più potente di una locomotiva nel colpire l’immaginario collettivo, e capace di superare in un singolo balzo i più remoti confini nazionali per raggiungere un enorme numero di lettori. Si tratta, ovviamente, del fumetto supereroico, inaugurato nel 1938 con la pubblicazione della prima storia di Superman (di Jerry Siegel e Joe Shuster) e destinato a una vita dal percorso frastagliato e ricco di trasformazioni, come si può vedere anche da una ricognizione molto veloce. Il grande e istantaneo successo di Superman spinse numerosi autori a lanciarsi nel nuovo genere e a creare una immensa quantità di supereroi impegnati in storie dai meccanismi narrativi molto semplici (quando non rozzi) destinate per lo più a un pubblico pre-adolescenziale e spesso ispirate alle inquietudini della Seconda guerra mondiale (coi nazisti per frequenti nemici). Negli anni Cinquanta, in genere venne colpito più da una crociata di psicologi ed educatori e, per difendersi dalle accuse di presunta immoralità, gli autori lo trasformarono in commedia fantastica, di assoluto disimpegno, scritta e disegnata però in maniera più raffinata e con frequenti trovate di deliziosa inventiva.

Grazie alla casa editrice Marvel* dagli anni Sessanta il supereroe iniziò a rivolgersi ai giovani adulti, presentando trame e temi controversi che attiravano  quegli stessi studenti che ascoltavano Bob Dylan e protestavano contro la guerra in Vietnam.** La corrente «comica» pre-adolescenziale e quella «seria» giovane-adulta continuarono a convivere almeno fino agli anni Settanta, quando le restrizioni degli anni Cinquanta si fecero meno sentite e diventò dominante il trend del fumetto con temi più adulti e toni più drammatici, da thriller e in certi casi addirittura horror. Ciò era possibile anche perché tra gli anni Settanta e Ottanta il lettore, sempre più spesso adulto, si andava trasformando grossomodo in quello di adesso, ovvero non tanto o non solo un ragazzino in cerca di brividi escapisti ma un fan altamente specializzato, esigente e sempre più consapevole degli sviluppi delle serie e delle differenze stilistiche tra autori.

Negli anni Novanta il genere viene scosso da un gruppo di nuove case editrici indipendenti tra le quali spicca la Image, che inventa uno stile spettacolarmente violento e incentrato sull’esuberanza grafica, costringendo quelle che erano le case principali del settore, Marvel e DC, a rinnovarsi a loro volta (quest’ultima ad esempio sceglie di spingere il dramma a livelli inauditi, con l’uccisione di Superman e con Batman costretto sulla sedia a rotelle). Negli anni Duemila il fumetto supereroico muta ancora, in parte risollevandosi dagli estremi grafici e narrativi degli anni Novanta e in parte assumendo nuova visibilità grazie ai film di Hollywood. In una incarnazione o nell’altra, per un pubblico o per l’altro, la figura del supereroe ha saputo reinventarsi e rimanere con noi per oltre settant’anni, non solo entrando nella vita di vastissime masse di lettori ma anche, grazie alle trasposizioni televisive e cinematografiche, diventando patrimonio culturale comune di chi i fumetti originali non li ha letti.
________

* La casa editrice, fondata da Martin Goodman, inizia le pubblicazioni nell’ottobre 1939 col nome Timely Publications con la rivista Marvel Comics, che contiene, tra le altre, le prime storie di Namor the Sub-Mariner e della Torcia Umana originale. Nel 1941 Joe Simon e Jack Kirby creano per la Timely uno dei più celebri supereroi di tutti i tempi, Capitan America, e nello stesso tempo la casa editrice nomina come caporedattore la sua figura più importante, il giovanissimo Stan Lee. Nel 1951 Goodman ribattezza la casa editrice Atlas e inizia a rispondere alla crisi di vendite dei supereroi allargando le pubblicazioni a storie romantiche, western, horror e di spionaggio. A partire dal 1961, con il lancio dei Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby, la casa editrice viene conosciuta come Marvel (il nome che conserva tuttora) e rinnova radicalmente il genere introducendo il concetto di supereroe con superproblemi, dunque personaggi meno ottimistici o semplicistici. Tra le creazioni più importanti della Marvel, oltre a quelle menzionate qui e in Nota 4, ricordo Thor (di Stan Lee e Jack Kirby, 1962), Iron Man (di Stan Lee, Larry Lieber e Don Heck, 1963), i Vendicatori (Avengers, di Stan Lee e Jack Kirby, 1963), Devil (Daredevil, di Stan Lee e Bill Everett, 1964), Silver Surfer (Stan Lee e Jack Kirby, 1966), Ghost Rider (di Roy Thomas, Gary Friedrich e Mike Ploog, 1972) e Wolverine (di Len Wein e John Romita Sr., 1974).
**Abbiamo così i Fantastici Quattro (di Stan Lee e Jack Kirby, 1961), in cui la Cosa percepisce il proprio corpo superforte come mostruoso; l’Uomo Ragno (di Stan Lee e Steve Ditko, 1962), eroe involontariamente responsabile della morte dello zio; Hulk (di Stan Lee e Jack Kirby, 1962) e gli X-Men (di Stan Lee e Jack Kirby, 1963), eroi perseguitati dalle autorità e dalla popolazione civile.

______________
Da Tutt’a un tratto. Una storia della linea nel fumetto di Sergio Algozzino
Collana Lapilli, 2005, ISBN 88-89613-06-8

Stati Uniti: 1961-1973
XV. Meraviglie

Gli anni Sessanta, più volte indicati come la silver age del fumetto statunitense, vedono la strepitosa entrata in scena della Marvel Comics, colosso editoriale del settore a fianco della Dc Comics (ex National Comics).

In realtà anche la Marvel era nel giro da parecchi anni, in diverse vesti ed etichette, ma è il 1961 che porta nelle edicole americane il numero uno di Fantastic Four, primo albo sotto quel marchio, ad opera di Stan Lee, impegnato ai testi, deus ex machina di tutta la struttura editoriale e concettuale della Marvel, e di Jack Kirby, disegnatore di punta e cocreatore, insieme a Lee, di quasi tutti gli eroi “classici” della casa editrice.

È doveroso un breve accenno alle principali novità apportate da Stan Lee in campo narrativo, considerata la grande influenza sul sistema produttivo del genere.

  1. Si crea un vero e proprio metodo Marvel di scrittura, che consiste non più in un’accurata sceneggiatura, bensì in un semplice stralcio di trama, discusso a quattro mani col disegnatore, che potrà realizzare liberamente le tavole con la scansione che più gli piace, deciderne la regia e e consegnarle pronte per una successiva rielaborazione da parte dello sceneggiatore, che si limiterà ad aggiungere i dialoghi; in questo modo, Lee poteva “scrivere” molte più storie contemporaneamente, e i disegnatori sformare tavole con maggiore semplicità, creando una perfetta macchina commerciale.
  2. Compaiono i credits al completo: scrittori, disegnatori, inchiostratori, coloristi, letteristi, addirittura i vari editor. Gli albi iniziano ad essere acquistati non soltanto per via dell’eroe, ma anche perché quel numero è scritto o disegnato da un certo fumettista.
  3. Non ultima, l’innovativa filosofia di Stan Lee: supereroi con superproblemi. Non più eroi indistruttibili come Superman, ma uomini pieni di debolezze, di problemi comuni a tutti i lettori, l’angoscia di doversi nascondere dietro una maschera o di non poter andare ad un appuntamento con una ragazza perché in quel momento la città è stata attaccata da un gigantesco mostro spaziale. Di conseguenza, la realistica New York sostituirà le città fittizie della Dc Comics (Superman vive a Metropolis, Matman a Gotham City).

Jack Kirby è, senza ombra di dubbio, il Jimi Hendrix dei fumettisti di supereroi; chiunque si trovi a disegnarli dovrà fare i conti con le nozioni lasciate da questo prolificissimo autore. Negli anni Quaranta, in coppia con Joe Simon (ai testi) era già famoso grazie a Captain America (1941), supereroe patriottico impegnato a lottare contro il nazismo, ripescato in seguito, nel 1964, dagli stessi Kirby e Lee. Lo stile di Kirby è dinamico, scattante, fresco, coinvolgente; le griglie delle tavole variano senza tregua. […] Innovazione principale di Kirby sono le forme al servizio dell’effetto: anatomie distorte ed inventate, pose inverosimili, espressioni tese oltre ogni limite; sono fumetti ricchi di effetti speciali, grandi onomatopee, linee cinetiche, fasce di movimento, effetti grafici di ogni tipo, fusi in un grande insieme, coerente e coinvolgente, pervaso di movimento.