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Arf! Festival 2019 con Tunué | Novità, ospiti, incontri

Arf! Festival 2019 con Tunué | Novità, ospiti, incontri


Dal 24 al 26 maggio saremo all’ARF! 2019
Il Festival del fumetto a Roma presso il Mattatoio (ex MACRO Testaccio)

Ci trovate allo Stand B07 Padiglione 9B

Torna quest’anno la festa del fumetto di Roma: l’Arf! Festival, appuntamento che ci sta a cuore e a cui siamo particolarmente affezionati. L’Arf! è una comunità, una grande famiglia in cui lettori, autori, disegnatori, sceneggiatori, professionisti si incontrano per tre giorni appassionanti e entusiasmanti.

Tanti gli ospiti con cui partecipiamo all’Arf! e tante le novità.


Le novità

Con noi ci sarà Stéphane Fert, disegnatore di Morgana, in libreria e fumetteria dal 23 maggio: una moderna rilettura dei miti arturiani, un racconto sulla libertà e fierezza della donna, una riflessione sulla forza di riscatto contro i potenti e un graphic novel dalle tavole straordinarie, ispirate ad alcuni tra i maestri della pittura tra cui Gustav Klimt.

Stéphane Fert sarà in stand per dedicare il graphic novel e per l’incontro Pinkwashing! venerdì 24 alle ore 18:15.

Tra le altre novità presentate in fiera ci sarà Grand Hotel Abisso di Marcos Prior e David Rubin, una storia politica e satirica sulla democrazia di oggi raccontata attraverso la lente dell’iperviolenza e dell’azione esplosiva.



Per le novità Tipitondi arriva invece Sabine nel mondo della magia di Luisa Torchio, graphic novel che pone l’attenzione sui sentimenti e che racconta la storia di Sabine, una bambina che si troverà a vivere una meravigliosa avventura nel mondo della magia.


Gli eventi

  • VENERDì 24 ALLE ORE 18:15

    Pinkwashing!

    Il BOOM editoriale delle tematiche di genere in Italia e all’estero è lo specchio di un momento di emancipazione politica su questi temi o semplicemente un’operazione di mercato per coinvolgere il pubblico femminile?

    Scopriamolo in un confronto tra Autrici e Autori da Spagna, Italia, e Francia.


    Intervengono Simona BinniStephane FertYeyei GomézAna PenyasAssia Petricelli e Rita Petruccioli. Conduce l’incontro Virginia Tonfoni.


  • SABATO 25 ALLE ORE 15:45

    Laboratorio Perdersi in una storia. Entra nel mondo di Daisy con i suoi autori con Marco Barretta e Lorenza Di Sepio.

    Certi libri catturano completamente! E se ci finissi davvero dentro? In questo laboratorio, partendo dal loro fumetto Daisy, Lorenza Di Sepio e Marco Barretta vi faranno sperimentare la creazione di un personaggio con la sua personalissima storia.


  • SABATO 25 ALLE ORE 18:00
    Perdersi, senza una meta, fuggire da tutto, per ritrovare sé stessi


    In un mondo che non ha più misteri, mappato dai satelliti e raggiungibile in un clic, nascondersi è diventato complicato, fuggire dal resto del mondo, impossibile. Giacomo Bevilacqua (Il suono del mondo a memoria), Timothé Le Boucher (I giorni che scompaiono) e Carlotta Di Cataldo (Monster Allergy) tre dei più sensibili e attenti Autori della nuova generazione di fumettisti europei ci raccontano i loro tentativi di trasformare in narrativa la necessità di perdersi.
    Conduce l’incontro Mauro Uzzeo.


  • DOMENICA 26 ORE 18:30
    Fedeli alla linea. La linea qual è?

    I recenti avvenimenti del Salone del Libro di Torino hanno sollevato dubbi e posizioni contrastanti all’interno dello stesso tessuto antifascista degli autori di fumetti italiani.
    Questo panel è un’occasione di confronto per capire, al netto degli eventi più o meno mediatici, se esiste un modo coeso per fare antagonismo e per fare fronte comune nonostante le diversità.
    Intervengono Maura Gancitano, Daniele FabbriMassimiliano ClementeMichela Murgia, Alessio SpataroMarco Rizzo e Zerocalcare.
    Conduce l’incontro Adriano Ercolani.


Gli ospiti

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Myrna e il tocco della morte | Intervista a Sergio Algozzino e Deborah Allo

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Myrna e il tocco della morte

Sergio Algozzino e Deborah Allo

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Una storia che riflette sul tema della diversità, giallo dai toni cupi secondo l’ispirazione del miglior Tim Burton. Myrna e il tocco della morte intriga, appassiona e lascia i lettori con il fiato sospeso fino al sorprendente scioglimento della trama.

Come è nata questa storia? Quali sono i dietro le quinte della sua creazione?

Sergio Algozzino e Deborah Allo ce lo hanno raccontato. 

Buona lettura!

 

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Cosa ha ispirato questo libro?

Sergio: Più o meno le stesse riflessioni che mi avevano portato al Piccolo Caronte. Sono infatti due libri collegati, non dalla storia né dall’ambiente o dai personaggi, ma possiedono la stessa atmosfera cupa e la stessa voglia di raccontare alcuni disagi dell’umanità.

So che a riassumerla così rischio di sembrare estremamente presuntuoso, non ho alcuna pretesa di cambiare la vita a nessuno e il mio scopo è solo quello di buttare su carta diverse idee accomunate dallo stesso approccio narrativo.

Inoltre, sia Mono (dal Piccolo Caronte) che Myrna sono volutamente in una fase di crescita e maturazione, pronti per crescere in base alle rivelazioni che incontreranno sul loro percorso. Se nel Piccolo Caronte il focus principale era la responsabilità in questo caso è invece il diverso, qualcosa che è stato raccontato in tutti i modi possibili e immaginabili e che se dovessi riassumere in alcune opere fondamentali legate a questa storia direi: Freaks, Elephant Man, Edward mani di forbice e gli X-Men di Claremont e Byrne. Nonostante tutto, ho cercato anche stavolta di dare la mia personale visione dell’argomento, quindi non li considero riferimenti narrativi ma soltanto emotivi.

Perché avete deciso di raccontare questa storia?

Deborah: Quando Sergio mi ha fatto leggere il soggetto della storia, ne sono stata molto felice. Tutto ciò che è magico, floreale e ombroso allo stesso tempo mi ha sempre affascinato, per cui non potevo rifiutare la collaborazione!

Sergio: Perché amo la letteratura gotica e ho sempre scritto storielle del genere senza però disegnarle da professionista, preferendo per mia indole pagine più quotidiane, più intimiste. Deborah ha un segno fantastico, che si sposa perfettamente con questa visione che non deve essere mai troppo realistica e ho quindi avuto la fortuna di potere pubblicare due di quelle storielle. Magari ne scrivo una terza.

Quali sono i temi principali della storia e i legami che hanno con la realtà di oggi?

Sergio: Come detto, in questo caso il tema è il diverso. E sembra fatto apposta visti questi durissimi giorni di intolleranza cronica e dilagante, ma ahimè non è che quando se ne parli di meno il problema non sussista. Purtroppo l’essere umano è davvero un animale, senza offesa per nessuno, è solo la biologia a parlare.

Deborah:  Sicuramente quella del “diverso” è una tematica che emerge nella storia e purtroppo ancora oggi si ha paura spesso delle parti “freak” che risiedono in ognuno di noi. La parte che Jung definisce “Ombra” è una sorta di coinquilino nascosto che a volte è ben evidente, conferendo saggezza e raffinatezza di pensiero, e altre volte no. Spesso, invece, chi si nasconde dietro una facciata e sfoggia tutto il suo potere e la sua fortuna, è proprio chi ha un’ombra così ingombrante che preferisce ignorare!

Quali sono i vostri punti di riferimento artistici?

Sergio: Non ci penso più. Amo tante, troppe cose, ma devo ormai necessariamente guardarle dall’esterno per non esserne malamente influenzato.

Deborah: Mi piacciono da impazzire le illustrazioni del folklore russo e simili. Il mio artista preferito rimane Kay Nielsen, ma imparo molto anche dai film di animazione stop-motion della Laika. Tuttavia, il mio punto di riferimento principale rimane la natura.

Raccontateci dove lavorate e come…

Deborah: Questa è la mia postazione di lavoro, accompagnata da buona musica, candele profumate e i gatti che ogni tanto vengono a curiosare 🙂

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Sergio:  Casa. Amo lavorare in compagnia quando posso ma a seconda delle fasi lavorative (disegnare e colorare sì, scrivere no). Se scrivo devo annullare tutto, niente musica, niente di niente. Spesso scrivo sul letto o in quei posti che mentre disegno mi sono generalmente esclusi (anche nelle attese fuori casa).

Parlateci della vostra formazione…

Sergio: La faccio breve: Liceo Artistico, Scenografia, autodidatta ed eccomi qua.

DeborahMia mamma mi dice sempre che ho iniziato a tenere la matita in mano prima di iniziare a camminare. Dopo le scuole medie, ho scelto l’istituto d’arte di Giarre, che ora è diventato liceo, e, una volta diplomata, ho frequentato la Scuola del Fumetto di Palermo. Posso dire, però, che non si finisce mai di imparare. Per l’arte, così come per la vita in sé, la vera scuola la facciamo noi con la nostra voglia di conoscere e di migliorare giorno per giorno.

Cosa vi piacerebbe trasmettere al lettore?

Deborah: Non saprei, credo più sensazioni possibili e sempre diverse… quindi, sì! Sarei felice se il libro venisse percepito con mille sfumature!

Sergio: Un pochino di tolleranza, ma so già che questo libro lo leggerà chi ne avrà una certa dose, quindi alla fine non credo che insegnerò nulla.

Questo libro è per…

Sergio: Leggere qualcosa di non troppo scemo, almeno credo. Ma non che le cose sceme siano sceme, al contrario sono molto spesso le cose non sceme a esserlo. Vabbè, forse ci siamo capiti. Scusatemi, è che sono scemo.

Deborah: … imparare ad accettarsi!

 

 

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Quello che sarà #9 | Il 2019 di Tunué | Jo e i tre cappottini

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I tre cappottini
di Gud

Collana «Tipitondi»

Johanna, o meglio Jo, come lei stessa ha deciso che vuole essere chiamata, odia la scuola, non sopporta gli amici e non vuole saperne degli sport tranne che del basket: il padre la incita a seguire la sua passione regalandole la maglietta, le scarpe e il ciondolo di Michael Jordan. Con quel ciondolo al collo riesce a superare anche i momenti più tristi, come quando i suoi genitori sono fuori casa per lavoro.

Rimasta sola con la nonna, Jo viene trascinata a fare una delle attività che tanto odia: lo shopping!

Costretta a provare tre cappottini in uno strambo negozio, Jo finisce in un mondo parallelo fatto di amorini, pace e fiumi di camomilla, dove tutti si vogliono bene, eppure lei vuole tornare nel suo mondo, perché odia tutti! Jo tratta male una piccola creatura che le mostra affetto e accoglienza, si arrabbia urlando: «Ti odio!».

Togliendosi il cappotto torna immediatamente nel mondo reale ma si rende conto di aver perso il suo amuleto, quindi indossa velocemente il secondo cappotto sperando di poter tornare indietro a prenderlo, ma al suo arrivo in quell’universo tutto è cambiato. L’amorino che aveva trattato male è diventato un tiranno e ora tutti gli abitanti passano le giornate a picchiarsi.

Jo è diversa da loro e per questo non la vogliono lì, le urlano di tornare a casa sua ma deve a tutti i costi riavere il suo amuleto che la protegge da ogni tristezza. La piccola si rende conto di come è grigio e triste quel mondo ora che tutti si fanno la guerra e capisce che deve fare qualcosa per riportare la pace!

Gud è autore di storie umoristiche, vignette, strips, racconti brevi e romanzi grafici.La sua scrivania di lavoro è nello studio diSkeletonMonstered è uno dei cinque ideatori dell’ARF! Il Festival del Fumetto di Roma.Tra i suoi libri: Tutti possono fare fumetti, La notte dei giocattoli (su testi di Dacia Maraini) e la serie a fumetti per bambini Timothy Top. Tutti editi da Tunué. Dal 2001 insegna il fumetto in scuole di ogni ordine e grado.

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Quello che sarà #1 | Il 2019 di Tunué | Licia Troisi

Quello che sarà #2 | Il 2019 di Tunué | Carol Swain

Quello che sarà #3 | Il 2019 di Tunué | Il maestro dei tappeti

Quello che sarà #4 | Il 2019 di Tunué | Daisy

Quello che sarà #5 | Il 2019 di Tunué | Nellie Bly

Quello che sarà #6 | Il 2019 di Tunué | Ar-men

Quello che sarà #7 | Il 2019 di Tunué | Walt Whitman

Quello che sarà #8 | Il 2019 di Tunué | Morgana

Quello che sarà #10 | Il 2019 di Tunué | Matilde e i pirati

 

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Le tavole originali di Bruno Cannucciari in mostra per Padova Be Comics!

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Kraken: mostri del mare, mostri della mente

 

IN OCCASIONE DEL PADOVA BE COMICS! ESPOSIZIONE DELLE LE TAVOLE ORIGINALI DI BRUNO CANNUCCIARI

 

Dal 23 marzo al 7 aprile 2019 nello Spazio Ognissanti 33

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Il Festival BeComics!, in occasione della sua edizione 2019 che si terra il 23 e il 24 marzo, organizza l’esposizione di tavole, approfondimenti tematici, focus e materiali di autori protagonisti del fumetto italiano e internazionale.

Tra le opere messe in mostra quest’anno ci saranno quelle di Bruno Cannucciari, protagonisti della rassegna con una mostra dedicata al graphic novel Kraken, scritto da Emiliano Pagani (Tunué, 2017). La mostra, dal titolo Kraken: mostri del mare, mostri della mente, esporrà più di trenta tavole originali a cui verranno affiancati disegni preparatori, schizzi e materiali di lavorazione del graphic novel.

La mostra, inoltre, ospiterà in anteprima e eccezionalmente alcune tavole originali e inedite del nuovo graphic novel di Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari in uscita per Tunué nell’autunno 2019: Stagione di caccia.

Accanto a Bruno Cannucciari protagonisti delle mostre saranno alcuni tra i più importanti rappresentanti del fumetto italiano, come Attilio Micheluzzi, e estero, con le rassegne dedicate al fumetto cinese e iracheno.

La mostra sarà aperta al pubblico dal 23 marzo al 7 aprile 2019 nello Spazio Ognissanti 33.

Kraken ha riscosso notevole successo di pubblico e critica. Graphic novel dalle tinte scure e suggestive, racconta la storia di Damien, ragazzino deciso a trovare e uccidere la mitologica creatura. L’opera si è aggiudicata il primo premio ex aequo come Miglior libro di scuola italiana al Concorso Romics dei Libri a Fumetti nel 2018 e il Premio Boscarato come Miglior Fumetto Italiano al Treviso Comic Book Festival 2018.

Bruno Cannucciari è tra i maestri del mondo del fumetto italiano. Esordisce su Comic Art riprendendo il personaggio di Yellow Kid. Realizza, sulla stessa rivista, Franco&Bruno. Alla fine del 1988 dà vita, sulle pagine di Lupo Alberto, al personaggio di Winny, dedicandosi poi al personaggio di Lupo Alberto (creato da Silver). Kraken segna il suo ingresso nel mondo del panorama del graphic novel.

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Parola di copertina | Nicolas Antona e Nina Jacqmin raccontano “Il circo della vita”

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Nicolas Antona e Nina Jacqmin raccontano “Il circo della vita”
attraverso la sua copertina

Il circo della vita è il graphic novel di Nicolas Antona e Nina Jacqmin in uscita il 21 febbraio: una storia d’amore, un racconto sul tempo che passa e sulla bellezza dell’avere qualcuno con cui condividerlo. Ecco come gli autori hanno raccontato la sua copertina.

 

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«Nina ha disegnato diverse copertine, ma soltanto una era perfetta: quella che alla fine abbiamo scelto. L’immagine dell’elefante e dell’uomo di spalle che si allontanano con il circo accanto riesce a rappresentare visivamente alcune sensazioni all’interno del libro. Volevamo che la copertina fosse d’impatto e facesse riflettere i lettori. E infatti, spesso i lettori che incontriamo ci parlano della copertina e ci chiedono: chi è l’elefante della storia?»

Nicolas Antona

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«Come Nicolas ha anticipato, ho disegnato tre diversi sketch della cover, ma entrambi abbiamo subito preferito quella che alla fine abbiamo scelto come definitiva.

È difficile per me analizzare il mio lavoro, perché è molto istintivo. Alcune persone mi hanno detto che il fatto di mostrare i personaggi di spalle su una copertina è qualcosa di inusuale/strano, ma io davvero non capisco il perché. Volevo mostrare Louis andare verso le luci del circo, qualcosa che per lui è fonte di grande felicità

Nina Jacqmin

 

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