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Myrna e il tocco della morte | Intervista a Sergio Algozzino e Deborah Allo

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Myrna e il tocco della morte

Sergio Algozzino e Deborah Allo

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Una storia che riflette sul tema della diversità, giallo dai toni cupi secondo l’ispirazione del miglior Tim Burton. Myrna e il tocco della morte intriga, appassiona e lascia i lettori con il fiato sospeso fino al sorprendente scioglimento della trama.

Come è nata questa storia? Quali sono i dietro le quinte della sua creazione?

Sergio Algozzino e Deborah Allo ce lo hanno raccontato. 

Buona lettura!

 

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Cosa ha ispirato questo libro?

Sergio: Più o meno le stesse riflessioni che mi avevano portato al Piccolo Caronte. Sono infatti due libri collegati, non dalla storia né dall’ambiente o dai personaggi, ma possiedono la stessa atmosfera cupa e la stessa voglia di raccontare alcuni disagi dell’umanità.

So che a riassumerla così rischio di sembrare estremamente presuntuoso, non ho alcuna pretesa di cambiare la vita a nessuno e il mio scopo è solo quello di buttare su carta diverse idee accomunate dallo stesso approccio narrativo.

Inoltre, sia Mono (dal Piccolo Caronte) che Myrna sono volutamente in una fase di crescita e maturazione, pronti per crescere in base alle rivelazioni che incontreranno sul loro percorso. Se nel Piccolo Caronte il focus principale era la responsabilità in questo caso è invece il diverso, qualcosa che è stato raccontato in tutti i modi possibili e immaginabili e che se dovessi riassumere in alcune opere fondamentali legate a questa storia direi: Freaks, Elephant Man, Edward mani di forbice e gli X-Men di Claremont e Byrne. Nonostante tutto, ho cercato anche stavolta di dare la mia personale visione dell’argomento, quindi non li considero riferimenti narrativi ma soltanto emotivi.

Perché avete deciso di raccontare questa storia?

Deborah: Quando Sergio mi ha fatto leggere il soggetto della storia, ne sono stata molto felice. Tutto ciò che è magico, floreale e ombroso allo stesso tempo mi ha sempre affascinato, per cui non potevo rifiutare la collaborazione!

Sergio: Perché amo la letteratura gotica e ho sempre scritto storielle del genere senza però disegnarle da professionista, preferendo per mia indole pagine più quotidiane, più intimiste. Deborah ha un segno fantastico, che si sposa perfettamente con questa visione che non deve essere mai troppo realistica e ho quindi avuto la fortuna di potere pubblicare due di quelle storielle. Magari ne scrivo una terza.

Quali sono i temi principali della storia e i legami che hanno con la realtà di oggi?

Sergio: Come detto, in questo caso il tema è il diverso. E sembra fatto apposta visti questi durissimi giorni di intolleranza cronica e dilagante, ma ahimè non è che quando se ne parli di meno il problema non sussista. Purtroppo l’essere umano è davvero un animale, senza offesa per nessuno, è solo la biologia a parlare.

Deborah:  Sicuramente quella del “diverso” è una tematica che emerge nella storia e purtroppo ancora oggi si ha paura spesso delle parti “freak” che risiedono in ognuno di noi. La parte che Jung definisce “Ombra” è una sorta di coinquilino nascosto che a volte è ben evidente, conferendo saggezza e raffinatezza di pensiero, e altre volte no. Spesso, invece, chi si nasconde dietro una facciata e sfoggia tutto il suo potere e la sua fortuna, è proprio chi ha un’ombra così ingombrante che preferisce ignorare!

Quali sono i vostri punti di riferimento artistici?

Sergio: Non ci penso più. Amo tante, troppe cose, ma devo ormai necessariamente guardarle dall’esterno per non esserne malamente influenzato.

Deborah: Mi piacciono da impazzire le illustrazioni del folklore russo e simili. Il mio artista preferito rimane Kay Nielsen, ma imparo molto anche dai film di animazione stop-motion della Laika. Tuttavia, il mio punto di riferimento principale rimane la natura.

Raccontateci dove lavorate e come…

Deborah: Questa è la mia postazione di lavoro, accompagnata da buona musica, candele profumate e i gatti che ogni tanto vengono a curiosare 🙂

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Sergio:  Casa. Amo lavorare in compagnia quando posso ma a seconda delle fasi lavorative (disegnare e colorare sì, scrivere no). Se scrivo devo annullare tutto, niente musica, niente di niente. Spesso scrivo sul letto o in quei posti che mentre disegno mi sono generalmente esclusi (anche nelle attese fuori casa).

Parlateci della vostra formazione…

Sergio: La faccio breve: Liceo Artistico, Scenografia, autodidatta ed eccomi qua.

DeborahMia mamma mi dice sempre che ho iniziato a tenere la matita in mano prima di iniziare a camminare. Dopo le scuole medie, ho scelto l’istituto d’arte di Giarre, che ora è diventato liceo, e, una volta diplomata, ho frequentato la Scuola del Fumetto di Palermo. Posso dire, però, che non si finisce mai di imparare. Per l’arte, così come per la vita in sé, la vera scuola la facciamo noi con la nostra voglia di conoscere e di migliorare giorno per giorno.

Cosa vi piacerebbe trasmettere al lettore?

Deborah: Non saprei, credo più sensazioni possibili e sempre diverse… quindi, sì! Sarei felice se il libro venisse percepito con mille sfumature!

Sergio: Un pochino di tolleranza, ma so già che questo libro lo leggerà chi ne avrà una certa dose, quindi alla fine non credo che insegnerò nulla.

Questo libro è per…

Sergio: Leggere qualcosa di non troppo scemo, almeno credo. Ma non che le cose sceme siano sceme, al contrario sono molto spesso le cose non sceme a esserlo. Vabbè, forse ci siamo capiti. Scusatemi, è che sono scemo.

Deborah: … imparare ad accettarsi!

 

 

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Parola di copertina I Timothy Top libro 3: rosso Plumbee

Presentiamo la copertina del terzo volume di Timothy Top
raccontata dalle parole dell’autore Gud! 

“Sorriso ebete e odore di libro appena stampato, è così che accolgo il terzo volume di Timothy Top fresco di tipografia. La copertina è rossa, come verde era la prima e gialla la seconda, e mi ricorda il lavoro di tre anni che si chiude con questo terzo episodio.

Sono partito dal colore per l’impostazione dell’immagine perché il rosso è il colore della rabbia, dell’emozione che pervade Mister Plumbee per tutta la storia. Perché il protagonista di questo capitolo, forse, è proprio il più grande nemico di Timothy Top. Per questo nella composizione ho scelto di dargli un posto privilegiato, grande e minaccioso.

È grande Mister Plumbee, più dei palazzi di Bratisbona, mentre Timothy con gli occhi chiusi si concentra per il duello finale.  Ho fermato la scena proprio un attimo prima dello scontro.

Pensare la copertina è uno dei momenti che più soffro durante la lavorazione di un libro, ma è anche una delle fasi che mi stupisce di più. Perché quando inizio un libro non so mai come sarà la sua veste grafica finale. E vederlo tra le mani dei bambini durante le fiere e i laboratori è una sensazione che mi rende contento e mi fa battere il cuore a millemila battiti al secondo.

Spero che la storia dentro il volume faccia battere forte anche il cuore dei miei piccoli lettori: KARAMAZOV!“

GUD

 

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Cassandra in Francia con Editions Asiatika!

Siamo felicissimi di annunciarvi che Cassandra, il graphic novel tratto dal celebre racconto noir dello scrittore Giancarlo De Cataldo, sarà pubblicato in Francia dalla casa editrice Editions Asiatika!

Probabilmente la versione francese di Cassandra avrà questa versione della cover realizzata da Marco Caselli:

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Cassandra è un romanzo a fumetti scritto da Leonardo Valenti, sceneggiatore della serie cult di Romanzo Criminale, e disegnato dal talentuoso Marco Caselli.
La storia noir ha come protagonista Cassandra: una ragazza di 26 anni dal fisico perfetto, slanciato; una ragazza che passeggia sempre per le strade più malfamate, ai margini della città.
Cassandra è un transessuale.
Ma c’è chi vorrebbe morire per il suo fisico, ma lei vorrebbe soltanto morire.

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Il Commissario Ricciardi di Maurizio de Giovanni

In edicola le avventure de il Commissario Ricciardi con la Repubblica e L’Espresso, con questa iniziativa è ulteriormente confermato l’ incredibile successo dello scrittore partenopeo Maurizio de Giovanni che solo tre anni fa si occupava esclusivamente della sua attività di dirigente bancario e che ora vende migliaia di copie ed è conosciuto e apprezzato anche all’estero.

Nella sua variegata e prolifica produzione Maurizio de Giovanni si è cimentato nel progetto editoriale Tunué con Gli altri, il graphic novel tratto dalla sua trilogia teatrale Gli altri fantasmi.

Gli altri è una storia ironica e toccante, incontro delle anime in una Napoli antica e fitta di presenze invisibili, sceneggiato da Alessandro Di Virgilio e disegnato da Luca Ferrara.

Come raccontare Napoli, attraverso tre storie di altri. Di coloro cioè che, pur non essendoci più, continuano a popolarla. E così, le voci dei protagonisti, le anime, confondono la morte con la vita e si raccontano, nelle loro storie malinconiche e profondamente umane, accomunate dalla condanna della perdita dell’amore. Un graphic novel emozionante e intenso ispirato alla grande tradizione del teatro di Eduardo De Filippo.

«In case in rovina e abbandonate, immemori della passata gloria, si muovono le ombre dei ricordi, fantasmi direbbero alcuni, sotto strati di polvere eterna, vecchi oggetti e misere cose parlano ancora a chi vuole starli a sentire»

Il sipario si apre con La canzone di Filomena: un secolo fa una bimba orfana di madre rimase sola con i suoi sei fratelli è da allora che Filomena scava nelle macerie in cerca di cibo. Storia di papo e Bimbomio è lo straziante urlo di un papà trascinato alla follia dal dolore causato dalla perdita del proprio figlio, l’incontro con un vecchio cieco lo conforterà, ma a caro prezzo. Chiude La casa è il mio regno in cui una coppia all’apparenza felice nasconde problematiche irrisolte che continuano oltre la soglia della vita terrena.

 

Gli autori

Maurizio de Giovanni

Napoli (1958) ha iniziato a scrivere nel 2005 vincendo un concorso per giallisti esordienti con un racconto che ha per protagonista il commissario Ricciardi personaggio che negli anni a seguire ha dato vita a una serie di libri di successo per i tipi di Einaudi, tradotti in Germania, Spagna, Francia e Inghilterra. E’ stata poi Fandango a pubblicare tra il 2007 e il 2010 la uniform edition del ciclo del personaggio ambientato nella Napoli del fascismo. A fine 2012 esce per Einaudi Stile libero Vipera. Nessuna resurrezione per il commissario Ricciardi.

Alessandro Di Virgilio

(Napoli 1962) sceneggiatore, ha lavorato per Il Giornalino e per diversi editori minori. Ha pubblicato vari titoli tra cui La grande guerra, Storia di nessuno, per la BeccogialloUn filo di Nebbia e L’uomo che sfidava le stelle per la Tunué. Attualmente lavora per la Kawama Editoriale (iComics)Editoriale Aurea (Lanciostory e Scorpio) e Ed. San Paolo, (Il Giornalino)

Luca Ferrara

Fumettista e creativo pubblicitario unisce alla necessità di disegnare la passione per il teatro amatoriale e la recitazione. Ha lavorato soprattutto per Round Robin, con i titoli come Pippo Fava. Lo spirito di un giornale (2010) e Antonino Caponetto. Non è tutto finito (2012)