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“I coccodrilli… beh, hanno vissuto in questo luogo per un milione di anni e scommetto che resteranno qui ancora a lungo dopo che il traffico sarà stato sotterrato dal fango e noi scimmie senza pelo avremo concluso la nostra riunione finale, dichiarato bancarotta e ce ne saremo andate via, come fanno di solito le scimmie senza pelo. Nel freddo cervello di un coccodrillo la città è solo una sala d’aspetto: la più grande tra le sale d’aspetto, emersa da un’epoca con cui non hanno nessun conto aperto, nessun appuntamento e a cui non prestano nessuna attenzione.”

Shaun Tan – Piccole storie dal centro

Piccole storie dal centro è il nuovo picture book dell’artista di fama mondiale Shaun Tan, edito dalla Tunué, con il quale ha vinto il prestigioso premio Kate Greenway Medal 2020. Un libro che, tra sogno e realtà, ci porta a scoprire il mondo nascosto degli animali, rendendoli i veri protagonisti di venticinque racconti che hanno il solo scopo di far riflettere sul rapporto tra uomo e natura.

Piccole storie dal centro: l’uomo vs la natura

Piccole storie dal centro è una riflessione sulla natura e sugli animali e sulla nostra convivenza urbana. Un picture book che ci mostra, attraverso l’alternanza di brevi racconti e immagini pittoriche dalla suggestiva bellezza, tipica delle opere di Shaun Tan, l’incredibile mondo della natura, ricco di magia e vita, che molte, troppe volte affanna per non essere ucciso dall’uomo e dal suo bisogno innato di urbanizzazione.

Piccole storie dal centro è un’esplorazione surreale dell’amore e della distruzione perenni che sentiamo e infliggiamo, attraverso piccoli racconti, brevi poesie che mettono al centro gli animali, da quelli che da sempre convivono con noi, come il cane:

«E poi, in qualche modo, fummo di nuovo insieme.
È così che è sempre stato. Ma ora è tutto diverso.
Il fiume scorre nella direzione sbagliata,
le pianure non ci sono più,
il cielo si abbassa come mille soffitti.
Sembra come se il tempo scorresse lontano da noi.
Dove andremo? Cosa faremo?»

Fino a quelli più esotici, a cui forse non abbiamo mai badato, ignorato perché lontano da noi, ma importanti per l’ecosistema, per il nostro pianeta, essere viventi che fanno parte del grande cerchio della vita e che hanno diritto a vivere.

Dal coccodrillo alle farfalla, dalla lumaca alla rana, dalla tigre all’ape, dallo squalo al gufo, dal cavallo al gatto e molti altri. Racconti che insegnano come gli animali possono salvarci e di come le nostre vite siano intrecciate per sempre, nel bene e nel male.

«Adesso chi riesce a immaginarsi la città senza queste meravigliose creature? Saremmo così tristi se mai se ne andassero via, lasciandoci soli con le nostre piccole idee sull’amore.»

Piccole storie dal centro: il messaggio profondo


Dalla terra all’oceano, dal mare alla montagna, mille sono i luoghi in cui la natura prende vita, creando scenari dalla bellezza quasi surreale, che devono essere protetti, conservati non solo per noi stessi ma anche per le generazioni future.

E in questo nostro incredibile mondo vivono moltissime specie di animali differenti, alcune più vicine a noi, come il cane e il gatto, compagni di una vita, altre più lontane, come gli squali o i rinoceronti. Ma cosa succede quando ci lasciamo prendere dai nostri desideri e dalla fama di urbanizzazione? Se continuiamo a costruire case, a distruggere il verde con tonnellate di cemento, che cosa ne sarà della natura? E degli animali che vi abitano?

«Il rinoceronte era di nuovo sull’autostrada.
Suonammo indignati i clacson!
Arrivarono uomini, lo ammazzarono, lo spostarono di lato.
Suonammo riconoscenti i clacson!
Ma questo accadeva ieri.
Oggi ci sentiamo tutti male.
Nessuno sapeva che era l’ultimo rinoceronte.
Come potevamo sapere che era l’ultimo?»

Piccole storie dal centro vuole trasmettere un chiaro messaggio: è nostro dovere rispettare l’ambiente, proteggere tutti gli esseri viventi che fanno parte di un incredibile ecosistema nel quale ognuno ha il suo posto. Per quanto piccolo possa apparire, ogni essere vivente è importante.

Shaun Tan conclude il libro con un ultimo animale, l’uomo, uno strano animale, sempre con lo sguardo rivolto al passato, a quello che è stato, a quello che ha fatto. Un animale con cinque dita, sempre al lavoro, sempre così incentrato su se stesso, accecato dal desiderio di cambiare, di trasformare il mondo per lasciare un ricordo del suo passaggio. L’uomo che sa creare ma anche distruggere. Forse è giunto il momento di fermarsi e di pensare, di guardarsi intorno e di godersi la bellezza del mondo.

«Più di ogni altra cosa c’è una curiosità distaccata che perdura: perché abbiamo combattuto così tanto? Perché siamo stati così crudeli e spietati, così egoisti e divisi, così soli su questa lunga striscia di roccia? Solo ora, troppo tardi, ricordiamo in silenzio le cose che rendono tutti fratelli e sorelle nel sedimento, gusci e ossa con gli stessi carbonati degli altri: squali, orsi, coccodrilli, gufi, maiali, dipnoi, pesci re, pappagalli, piccioni, farfalle, api, tigri, cani, rane, lumache, gatti, pecore, cavalli, yak, orche, aquile, ippopotami, rinoceronti, volpi… almeno abbiamo dato loro le nostre parole più belle.»

L’autore

Shaun Tan ( 1974), star internazionale dell’illustrazione e dell’animazione, è cresciuto a Perth, nell’Australia Occidentale, e ha iniziato la sua carriera curando le illustrazioni in romanzi di fantascienza e libri dell’orrore per ragazzi. Tunué ha pubblicato in Italia L’approdo, miglior libro al festival Angouleme nel 2008, Cicala, L’Albero rosso, Piccole storie di periferia, La cosa smarrita, I conigli.

PER UNA MAGGIORE CONOSCENZA DI SHAUN TAN, LEGGI QUESTO ARTICOLO:

https://www.tunue.com/shuan-tan-il-racconto-come-metafora-di-vita/