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«Dio ha vietato che il padre sposi la figlia; dal peccato non può venire alcun bene». Anche la fanciulla inorridì quando venne a conoscenza dell’intento del padre, ma sperava ancora di poterlo dissuadere. Così gli disse:«Prima di assecondare il vostro desiderio, devo avere tre abiti: uno d’oro come il sole, l’altro d’argento come la luna, e il terzo splendente come le stelle; e inoltre voglio un mantello fatto con pellicce di ogni sorta, e ogni animale del vostro regno deve dare un pezzo della sua.»


Dognipelo– Fiaba dei fratelli Grimm

Dopo il grande successo di Morgana, Stéphane Fert ritorna ad ammagliare e incantare attraverso i suoi splendidi acquarelli dalle tinte bluastre, con Pelle di Mille Bestie, una fiaba moderna, intrisa di magia e di lotte per liberarsi dalle catene del destino, con chiari riferimenti ai fratelli Grimm, in particolare alla fiaba di Dognipelo. In essa non possiamo fare a meno di notare molti degli elementi presenti in Pelle di Mille Bestie, quali l’amore incestuoso di un re verso la figlia e una principessa che non si arrende alle angherie crudeli del destino e sfida il padre, cercando di ritardare il matrimonio chiedendo oggetti impossibili da trovare tra cui un mantello confezionato con le pelli di tutti gli animali e gli uccelli del regno.

Ronces: principessa e combattente

Stéphane Fert riesce di nuovo a dare vita a una protagonista coraggiosa, indipendente, forte che, come Morgana prima di lei, diventa simbolo della lotta delle donne contro i soprusi degli uomini.

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La principessa Ronces

Dopo la morte della madre, la principessa Ronces, cresce fuori dalle mura del castello, isolata in una foresta, lontana da un padre che non sa più amare, circondata dall’affetto degli animali. Ed è lì che incontra un ragazzo, il principe Lou di cui si innamora perdutamente. Lou è un principe molto lontano dai canoni comuni, piccolo e mingherlino ma dal cuore grande e puro. Eppure, il destino ha in serbo per Ronces tutt’altro che un lieto fine.

Il primo bacio tra Ronces e Lou

Quando la ragazza smette di partecipare ai loro incontri segreti, il principe si preoccupa e parte alla sua ricerca. È la fata Morgan che gli rivela la triste realtà. Il padre, invaghitosi della figlia, al di là di qualsiasi remora morale e infuriato dai suoi continui rifiuti, ha scagliato una terribile maledizione su Ronces: ricoperta della pelli di quegli animali che l’hanno vista crescere, Ronces è ora costretta a uccidere l’uomo di cui si innamorerà.

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Le pelli degli animali rivestono il corpo di Ronces

Al centro di Pelle di Mille Bestie c’è l’identità femminile incarnata dalla figura di Ronces, una valchiria dei tempi moderni, una donna risoluta che rifiuta con mano forte il suo destino crudele, lotta per ottenere ciò che vuole, per vivere la sua vita come desidera, per conquistare quella libertà negatale da un genitore prepotente e villano.

Ronces, come Morgana, è una donna che lotta contro un amore tossico e incestuoso, contro i limiti derivati dall’essere donna. Così com’era accaduto per Morgana, anche questa volta veniamo catapultati nel cuore di una donna ferita, travolta da sentimenti d’amore e di odio, incontrollabili come incontrollabile è il desiderio di rivincita di Ronces.

Gli splendidi acquerelli di Stéphane Fert riescono a dare vita ad atmosfere oniriche, immerse tra sogno e realtà, rendendo tangibili, attraverso il colore, i sentimenti e i sogni dei personaggi. Colori che ricordano le classiche fiabe per bambini ma allo stesso tempo se ne allontanano nell’istante in cui la scena si fa più cruenta, togliendoci il respiro e incantandoci per la loro bellezza.

L’autore

Stéphane Fert, vive nei Pirenei Atlantici, è un illustratore e fumettista francese dopo una transizione alle belle arti e alcuni anni di studio nell’animazione. Pelle di Mille Bestie è il suo secondo lavoro pubblicato per la Tunué, dopo Morgana, scritto insieme a  Simon Kansara, pubblicato in Francia per Delcourt Editions.

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