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Morgana è il Caos. Un caos in cui si annulla ogni finalità, in cui perfino il costruttore più meticoloso e accanito abbandona l’idea del risultato e si perde con delizia. Morgana è l’ossessione dei sensi che uccide nel pensiero l’ossessione del progetto. È il presente assoluto che rode il fragile divenire. La sua mente è una devastazione che vorrei odiare, pur adorando ogni particella della sua carne e ogni suo accenno di movimento, danza infinita di grazia e di morte. Morgana è un fiume amato che mi trascina alla deriva, nuoto in lei, fino alla foce del niente: la vuota libertà del mare. Chi potrà spezzare le mie catene, fuse in un’indistruttibile lega di carne luminosa e anima oscura?”
Michel Rio – Morgana

Morgana: una figura leggendaria

La leggenda narra di un personaggio misterioso, dall’aura impenetrabile, tenebroso e oscuro, di nome Morgana. Essa è la maggiore di tre sorelle figlie del duca Gorlois di Cornovaglia e di sua moglie Igraine. Durante la sua infanzia, la madre viene attaccata dal re tiranno di Britannia Uther Pendragon, dal quale ha un figlio illegittimo, chiamato Artù. Il bambino viene affidato alle cure del saggio mago Merlino e, diventato ormai adulto, grazie alla spada Excalibur, diviene il famoso re Artù. Anche Morgana impara la magia da Merlino, ma gelosa della gloria del fratellastro Artù e di sua moglie Ginevra si adopera per distruggerli.

Molti di questi elementi del ciclo arturiano vengono ripresi in Morgana, il graphic novel di Simon Kansara e Stéphane Fert, ma le tenebre che avvolgono il cuore della giovane donna, dipingono la storia di toni cupi e duri, resi ancora più reali e tangibili dai meravigliosi tocchi di colore di Stéphane Fert.

Morgana inizia a bramare la sua vendetta

Morgana vive un’infanzia spensierata, cullata dalla sicurezza del padre e dal suo amore. Cresce con la certezza di diventare regina e di governare con bontà sul Regno del padre. Ma il fato ha in serbo ben altri piani. Viene privata del suo destino di regina, costretta ad abbandonare la propria casa, il proprio Regno per imparare la magia dal pazzo mago Merlino. Perde gli affetti e deve lottare da sola per poter sopravvivere e rivendicare ciò che le appartiene per diritto di nascita. Diviene così la sulfurea fata Morgana che si erge contro la tirannia degli uomini, dei loro vizi e dei loro peccati. Anzi, diviene un’oscura stratega che riesce e usare le debolezze degli uomini contro di loro.

Veniamo così trascinati in una lotta senza quartieri, in cui Morgana si fa vendicatrice crudele e tesse le trame del destino di Artù, di sua moglie Ginevra e del pavido Lancillotto. La ricerca del Santo Graal si trasforma in una guerra perfida, di ricerca di potere e di smascheramento dell’indole più oscura dell’animo degli uomini. Morgana cresce, così come il suo potere, gioca con il destino, si ribella a esso, lo piega al suo volere. Fino alla fine, quando sola, si erge con in mano Excalibur, la spada destinata a essere sua fin dall’inizio, ma sottratta dal fratellastro, nel cuore un inferno bruciante e il desiderio ancora ardente di vendetta.

La Fata Morgana e Excalibur

Morgana come emblema della lotta femminile

Morgana la Strega, Morgana la Fata, Morgana come Vendicatrice, Morgana come Regina, Morgana come dominatrice. Morgana come donna prima di tutto. Una donna ferita, ma mai debole, una donna che sa rialzarsi sui propri piedi, che decide di ribellarsi a un destino crudele che le ha portato via tutto ciò a cui era destinata a essere fin dalla nascita. Una donna che ha subito ingiustizie fin dai suoi primi giorni di vita, disprezzata e allontanata dalla madre che voleva un erede maschio.

Morgana è l’emblema della lotta femminile contro i soprusi del patriarcato e degli uomini contro le donne. Indossa l’armatura, impara a duellare, a tirare di spada. Impara a sopravvivere in un mondo creato da uomini per altri uomini.

Morgana è una guerriera, che lotta fin dalla giovane età per dimostrare il proprio valore

Ma l’odio non si può combattere con altro odio. Le tenebre non possono essere sconfitte se il cuore di chi lotta è offuscato dai sentimenti oscuri e crudeli.

Veniamo catapultati nelle tenebre del cuore di Morgana, una donna ferita, non solo nell’orgoglio. Una donna disperata, che deve lottare da sola, ergersi con le sue sole forze, per poter riprendere in mano la propria vita e ribellarsi a quel destino crudele che le ha tolto tutto. Morgana ama il potere. È devastata dall’odio e dal desiderio di vendetta.

Morgana è una moderna rilettura del ciclo arturiano, che porta al centro della narrazione la libertà e la fierezza delle donne, il loro desiderio di riscatto dall’egoismo e dalla brama di potere degli uomini. Un graphic novel che libera la leggenda dai suoi stereotipi di genere attraverso una qualità grafica dalle tonalità cupe e fredde e una narrativa eccelsa, che appassionerà, tenendolo con il fiato sospeso fino all’ultima pagina, ogni amante del genere dark fantasy e dei miti arturiani. Un libro sconvolgente, in cui ogni donna potrà trovare un pezzo di se stessa nella figura di Morgana.

Gli autori

Simon Kansara vive nei Pirenei Atlantici ed è autore e sceneggiatore audiovisivo. Ha compiuto i suoi studi preso il CEEA, Conservatorio europeo di scrittura audiovisiva.

Stéphane Fert è un illustratore francese. Morgana è il suo primo libro, pubblicato in Francia per Delcourt Editions seguito da Pelle di mille bestie. Tradotto in Italia sempre da Tunué.