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ARIEL

Tunué, sedici anni di attività alle spalle, è una casa editrice specializzata in graphic novel, con uno sguardo particolare verso i lettori junior. Investe, oltre che nel fumetto, nel cinema, nell’animazione, nei videogiochi, insomma in qualunque motore che possa stimolare la curiosità e l’immaginazione. La parola stessa Tunué non ha un significato, è un suono, senza uno specifico rimando metaforico, simboleggia ciò che la casa editrice vuole apparire dall’esterno: una realtà senza identificazioni di genere, che possa trasportare il lettore in un mondo senza confini.

Attraverso un’accurata selezione degli autori, Tunué è diventata un punto di riferimento nel marcato italiano del fumetto.

Tra gli autori internazionali pubblicati dalla casa editrice troviamo Paco Roca e l’autore premio Oscar Shaun Tan.

Nel 2019 è uscita una nuova collana, Ariel, con una chiara linea guida: quella di essere un luogo di incontro nel quale le autrici e gli autori possano raccontare i temi cari alle donne, nel tentativo di creare uno spazio dove mettere in comune un sentire declinato al femminile.

La collana è stata ideata dal direttore editoriale Massimiliano Clemente, che ne ha affidato lo sviluppo tematico e il coordinamento artistico a Simona Binni, autrice Tunué sin dal debutto.

Il nome scelto ci parla in qualche modo della collana: nella commedia shakespeariana, Ariel è lo spirito dell’aria, un personaggio privo di caratterizzazione sessuale. È proprio questa ambiguità a favorire l’immaginazione di un luogo metaforico di incontro tra il maschile e il femminile.

Abbiamo intervistato l’autrice, Simona Binni, per scoprire qualcosa di più su questa collana in arrivo.

Hai iniziato a lavorare per Tunué come fumettista e ora sei editor di una collana di graphic novel: si parla sempre di raccontare storie, ma questa volta con il ruolo opposto. Tre buoni propositi per la collana? 

Sicuramente in cima alla lista metterei il desiderio di arrivare a un pubblico più ampio possibile.

Sarebbe bello che le autrici e gli autori coinvolti si mettessero in discussione sul tema del femminile e fossero in grado, attraverso la loro creatività, di regalare a lettrici e lettori il frutto di queste riflessioni e del proprio sentire.

Io per prima vorrei leggere storie capaci di aprire nuovi orizzonti rispetto a quello che già penso o credo di sapere.

Si potrebbe definire una collana femminista?

No! Non credo si possa definire così. Non sarà una collana di genere, di donne, per le donne. Ariel nasce come esigenza di riflessione sul tema del femminile, nel modo più aperto e onesto possibile e sono felice che il mio editore abbia sentito questa necessità. Da qui l’idea di creare un luogo di discussione aperto a tutti, autori e autrici, nel tentativo di ragionare in modo corale su ciò che sappiamo, pensiamo e sentiamo di questo argomento, veicolandolo attraverso le storie.

Si raccontano storie tratte da figure di donne reali o anche fiction?

Autrici e autori sono liberi di proporci i loro progetti e avranno modo di spaziare, purché al centro rimanga una riflessione seria e personale sul tema portante della collana. Non è detto che per parlare di femminile si debba per forza raccontare solo storie di donne. È una tematica talmente vasta e complessa, che la si può trattare da infiniti punti di vista, con altrettante sfumature, così come bisogna fare attenzione alla banalità in cui si rischia di cadere, se non si comprende a pieno quest’ultima cosa.

Credo che sia davvero una bella sfida e lo dico da autrice!

Una domanda che sicuramente interessa coloro che lavorano o sognano di lavorare nel mondo del fumetto. Scegli tu scrittori/scrittrici e disegnatori/disegnatrici per la collana o accogli anche proposte dall’esterno?

Entrambe le cose!

Scopri i titoli della nostra collana Ariel già usciti per Tunué:

Nellie Bly, di Luciana Cimino e Sergio Algozzinoun graphic novel che racconta la storia di Nellie Bly, la storia della prima giornalista investigativa che è diventata un’icona del femminismo.

Per sempre, di Assia Petricelli Sergio Riccardi, racconta la storia di Viola, un’adolescente in vacanza con i genitori che vivrà l’esperienza del primo amore e riconoscerà l’importanza dell’autodeterminazione e dell’amicizia, grazie al dialogo e alle sottotrame dei vari comprimari.