Ci sono esperienze che segnano un percorso professionale: la prima volta che ho tenuto tra le mani un mio libro stampato, la prima dedica, la prima volta che ho visto una mia storia tradotta all’estero, la prima volta che sono entrato in una scuola a parlare di fumetto.

Ci sono dei luoghi, librerie, scuole, festival che mi hanno adottato, realtà con le quali crescere e condividere un percorso di semina e promozione della lettura e del fumetto. Tra questi luoghi c’è un territorio a cui sono particolarmente legato: Monsummano Terme. Perché lì insieme a persone che poi sono diventate amicizie forti, abbiamo seminato e sono nate le prime piantine che, col tempo, stanno diventando degli arbusti resistenti.

C’è Matteo, ormai un adolescente che quando aveva 8 anni ha frequentato un mio laboratorio su Timothy Top e che l’anno successivo, grazie alla mamma Eugenia, mi ha portato a farmi conoscere nella sua scuola elementare, la Edmondo De Amicis di Pieve a Nievole, regalandomi l’emozione della prima scuola che, per intero, ha adottato Timothy. La stessa che, un paio di anni dopo, mi ha ospitato di nuovo, con Benedetta, la sorella di Matteo, con cui insieme ad altri cento bambini abbiamo realizzato un murales nella palestra.

Era il 2017, Matteo e Benedetta nel frattempo sono cresciuti così come è cresciuta la voglia sul territorio di conoscere ancora i fumetti. Nuove scuole, fermate con gli eventi dalla pandemia, si sono attivate con il Progetto scuole e, finalmente, a febbraio sono riuscito ad andare a trovarle per due giornate mozzafiato.

Durante il primo giorno ho incontrato i bambini della Scuola Primaria G. Arinci da cui ho ricevuto un abbraccio gigantesco, con la loro voglia di fare fumetti e gridare insieme a me KARAMAZOV! In questo video alcune delle emozioni vissute.

La seconda giornata è stata strabiliante, per un progetto unico nel suo genere. Per la prima volta un’intera scuola media, la G. Giusti, 15 classi in totale, ha dedicato una mattinata al fumetto attraverso un laboratorio. L’idea era semplice: sfruttare la tecnologia e le competenze a cui il Covid ci ha costretto per formulare un incontro speciale.

I ragazzi nelle settimane precedenti si erano preparati leggendo un libro di narrativa, e facendo un lavoro di scrittura creativa di una pagina. Chi ha scritto la storia così com’era, chi ne ha fatto un sequel, chi ha cambiato il narratore o l’epoca storica in cui si svolgono gli eventi.

Così sono arrivati tutti preparati, sul banco il libro e il testo scritto da loro, foglio bianco e matita. Tutte le Lim collegate alla medesima lezione e nello schermo c’ero io, seduto nella classe a fianco, che per le prime due ore ho raccontato loro come nascono i fumetti, con un laboratorio anche pratico. Ogni dieci minuti cambiavo classe in modo da avere un contatto reale con tutte, mentre le altre erano alla minima distanza. Passata la parte sul fumetto in generale, ci siamo concentrati sulle loro storie e hanno trasformato a fumetti il testo che avevano preparato. Una mattina trascorsa a passare da una classe all’altra, a trasmettere la forza del linguaggio del fumetto, a seminare curiosità.

Non nego che ci siano stati dei problemi, soprattutto tecnici, ma la scuola TUTTA ha accolto me e il fumetto con un entusiasmo senza eguali. Nel video quel che è accaduto.

E qualche lavoro realizzato durante la mattinata.

A chiudere l’esperienza ho lasciato un piccolo segno della mia presenza nella neonata biblioteca della scuola dove, è ben presente, la sezione dedicata al fumetto!

Un ringraziamento speciale ai bambine, alle bambine, la dirigente, i/le docenti, i genitori dell’Istituto comprensivo A. Caporetto, della Scuola Primaria G. Arinci e della Scuola Secondaria di I°. Grado G. Giusti di Monsummano Terme (PT). Un grazie gigante a Eugenia, essere umano fantastico, senza la quale nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.

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