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Il 21 settembre ricorre la 27esima giornata mondiale di sensibilizzazione sul tema dell’Alzheimer.

Non è mai facile trattare di questo tema, così delicato e ancora così difficile da comprendere. Non è semplice capire la realtà in cui sono immersi, non solo chi soffre di Alzheimer, ma anche i loro famigliari, le persona a loro care, che molto spesso brancolano nel buio, sono spaesati, impossibilitati ad aiutare.

Rughe, di Paco Roca, è un fumetto sociale, adottato dall’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer perché, oltre a essere di piacevole lettura, è un libro in grado di aiutare i familiari, gli operatori professionali e i pazienti stessi a comprendere meglio la malattia.

Rughe: il racconto delicato e toccante della malattia

Protagonista di Rughe è Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer. La sua famiglia, non riuscendo più a convivere con gli sbalzi d’umore e l’incapacità dell’uomo di prendersi cura di se stesso, decide di farlo ricoverare in una residenza per la terza età.

Le sue giornate passano tranquille insieme con i suoi nuovi compagni Miguel, suo compagno di stanza, Juan, un ex conduttore radiofonico, Antonia, Dolores, Modesto e molti altri, e con gli infermieri che li accudiscono, ma allo stesso tempo l’uomo inizia ad accorgersi che qualcosa non va.

Il momento del pranzo

Emilio infatti alterna momenti di lucidità a momenti in cui ritorna indietro nel tempo, a quando era un bambino al suo primo giorno di scuola, oppure quando ancora lavorava in banca. Ci sono momenti in cui crede di dover andare al lavoro e altri in cui sa che il lavoro lo ha lasciato da molto tempo. Ci sono momenti in cui non riesce a ricordare una parola, anche se tiene nelle mani l’oggetto in questione, e più si sforza più la sua mente si annuvola, mentre in altri non si ricorda come tenere in mano le posate. E allora comprende: ha l’Alzheimer.

Emilio ha dimenticato come si chiama la palla

La lotta contro la malattia è sorretta dalla volontà di mantenere la sua memoria e di evitare di essere portato all’ultimo piano, quello del non ritorno.

Al centro non ci si annoia, tra momenti di interazione e attività fisica proposta per il mantenimento delle capacità motorie e giochi cognitivi per stimolare il pensiero degli anziani. E man mano che leggiamo comprendiamo veramente che cosa significa essere malato di Alzheimer, il dolore di chi guarda la persona amata e che sa che lei non lo riconosce, la paura di non saper dare il nome all’oggetto che teniamo tra le mani, di non sapere più come si fa a mangiare o a vestirsi, la paura di smarrire se stessi per sempre.

Gli altri anziani del centro

La mancanza di memoria, la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti da Paco Roca con un misto di umorismo e commozione con l’obiettivo di farci riflettere e comprendere veramente il dolore che provoca l’Alzheimer.

La Giornata Mondiale sull’Alzheimer

La Giornata Mondiale sull’Alzheimer è stata istituita per la prima volta nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI). Essa nasce con l’intento di sensibilizzare e di creare una pubblica coscienza sugli enormi e devastanti problemi che questa malattia provoca nella persona.

Vi è una differenza tra demenza senile e Morbo di Alzheimer. La demenza senile è un termine generico utilizzato per descrivere un declino delle facoltà mentali sufficientemente grave da interferire con la vita quotidiana e che provoca la perdita della memoria recente. Risulta quindi difficile ricordare gli eventi vicini, mentre la memoria lontana continua a funzionare bene. È per questo che molti parlano solo del passato. L’Alzheimer è diverso. Si può manifestare a un’età precoce e il deterioramento è più rapido e devastante: non si perde solo la memoria recente, si distrugge tutta la memoria, l’orientamento, il senso delle parole, il controllo del corpo

I malati di Alzheimer nel mondo e di altre demenze sono oggi 36 milioni, un milione nel nostro Paese, e questi numeri sono destinati ad aumentare. Risulta difficile scoprire i segni premonitori della malattia, quali alterazioni del carattere e dell’umore, disturbi dell’attenzione, difficoltà nell’organizzazione e pianificazione quotidiana. L’abilità cognitiva della persona si può preservare e proteggere solo attraverso il contatto e le relazioni sociali, l’attività fisica, lo studio, la lettura, lo stile di vita corretto. Tutto ciò può ritardare il decorso della malattia fino a cinque anni.

Questo è l’obiettivo che si pone la Giornata Mondiale sull’Alzheimer: aiutare le persone a comprendere che cosa sia veramente la malattia, quanto incida sulla vita del paziente e delle persone a lui care e dare gli strumenti per sapere come comportarsi, non solo per cercare di rallentarne lo sviluppo, ma per aiutare l’anziano a vivere meglio al meglio delle sue capacità, perché prima di essere malato, rimane una persona.

Un graphic per comprendere

Paco Roca racconta in maniera disarmante, toccante e malinconica, la vita di una persona malata d’Alzheimer, i suoi sogni, le sue paure, la sua grande voglia di vivere e di non dimenticare. Perché è il passato a renderci quello che siamo. Se lo dimentichiamo, che cosa resta di noi?

Rughe mette in mostra la malattia in modo umano, senza giudizi, ma solo accoglienza e dolcezza.