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La serie di Avatar non si pone certo paletti nell’esplorare tematiche raramente trattate negli spettacoli televisivi per bambini, comprese le questioni relative alla guerra, al genocidio e all’imperialismo, alla discriminazione di genere e all’emancipazione femminile, alla marginalizzazione e all’oppressione senza dimenticare le questioni filosofiche sul destino e il fato.

Uno dei temi trattati in Avatar. The Last Airbender – La promessa è proprio l’integrazione delle popolazioni, di culture così diverse tra di loro da generare conflitti. Gene Luen Yang, autore di Avatar. The Last Airbender, trova che La promessa sia l’occasione perfetta per esplorare l’eterogeneità culturale in una serie che è stata in gran parte costruita intorno al dogma che la pace si ottiene solo attraverso l’omogeneità culturale.

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Mappa delle quattro nazioni

Avatar: una storia solo all’apparenza semplice

La trama di Avatar è semplice nelle sue fondamenta: un giovane destinano a diventare un eroe e a combattere contro i malvagi per riportare la pace nel mondo. In realtà, Avatar è complesso proprio a partire dalla costituzione della storia.

Il mondo è diviso in quattro nazioni: la Nazione del Fuoco, il Regno della Terra, le Tribù dell’Acqua e i nomadi dell’Aria e ognuno dei popoli è fortemente influenzato dalle caratteristiche del suo elemento nonché dalle stagioni. Il popolo dell’acqua è gentile e pacifico, gli abitanti della terra sono solidi e forti, quelli del fuoco talvolta sono distruttivi e nati con un forte potere mentre quelli dell’aria sono liberi e giocosi.

Per millenni la pace tra le quattro nazioni è stata sostenuta grazie alla separazioni dei popoli ed è proprio questo l’obiettivo, ne La promessa, di Aang: rimuovere le colonie, assecondando il volere del re della Terra, in modo da garantire la pace e l’armonia nel mondo, riportandolo a prima che il re della Nazione del Fuoco attaccasse gli altri popoli. Mezzo per completare la missione è l’Harmony Restoration Movemen (inspirato a un movimento reale che prese piede in Cina dal 1800 al 1900).

Davvero è possibile mantenere la pace tenendo separati i popoli? Chiudendo le menti a culture differenti dalla propria? In Avatar. The Last Airbender – La promessa esiste un territorio chiamato Yu Dao in cui convivono persone della stirpe del Fuoco e della Terra che, in seguito alla creazione dell’Harmony Restoration Movement, vede nascere diverse proteste interne: alcuni vorrebbero che la colonia restasse nel Regno della Terra, mentre altri ne chiedono la separazione.

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Kori, un’earthbender cittadina della nazione del Fuoco

Dopo avere conosciuto le persone che vivono in questo territorio, Aang comprende che separare la colonia di Yu Dao dal Regno della Terra non sia giusto, perché la convivenza fra coloro che provengono dalla stirpe del Fuoco e coloro che provengono dalla stirpe della Terra potrebbe creare un nuovo tipo di mondo, dove i regni e le culture possono convivere e non necessariamente combattersi o attaccarsi.

«Re della terra, tu non stai combattendo solo contro le colonie, ma contro un nuovo tipo di mondo, dove i regni e le culture possono convivere e non necessariamente combattersi o attaccarsi. Spesso, il bene arriva da situazioni malvagie» dice Aang al re della Terra.

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Aang, Zuko e suo zio parlano del nuovo tipo di mondo

Aang alla fine decide di non perseguire più questo progetto, perché il ritorno a un mondo in cui le quattro nazioni vivono separate, non è un ritorno alla pace e all’armonia. Ed è stato viaggiando, conoscendo altre persone, venendo in contatto con altri popoli, che Aang lo ha capito così come, in fondo, è quello che accade anche nella realtà: attraverso l’incontro con l’altro, con ciò che riteniamo diverso con noi, possiamo capire la bellezza della diversità, l’incredibile ricchezza nascosta in ogni popolo e in ogni cultura.

Avatar. The Last Airbender – La promessa mette a nudo il problema quanto mai attuale del’integrazione tra i popoli e lo fa con una delicatezza e una semplicità raramente riscontrate altrove.

Gli autori della serie

Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko dopo aver collaborato a diverse serie animate, tra tutte I Griffin, hanno sceneggiato e diretto Avatar e La leggenda di Korra. Sono ora al lavoro sul live action di Avatar.

Gene Luen Yang vince nel 2006 il Printz Award dell’American Library Association con il graphic American Born Chinese. Il suo secondo graphic novel Boxers & Saints è stato nominato per un National Book Award e ha vinto il premio L.A. Times Book. Si è occupato di diversi adattamenti, tra cui Superman. Nel gennaio 2016, la Library of Congress, Every Child A Reader e il Children’s Book Council lo hanno nominato Ambasciatore nazionale per la letteratura dei giovani. Il suo ultimo graphic novel, Dragon Hoops, è in uscita a ottobre per Tunué.

Gurihiru è il nome di una coppia di artisti giapponesi: Sasaki, che si occupa delle illustrazioni e Kawano dei colori. Tra i vari lavori per il mercato americano abbiamo In scena di Raina Telgemeier, ma anche molte serie Marvel: Thor, Avengers.

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