La Tunué è lieta di annunciare che c’è anche il Taccuino delle piccole occupazioni del laziale Graziano Graziani nella cinquantina dei finalisti del “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi”, promosso dalla Fondazione Megamark di Trani e aperto alle case editrici di tutta Italia e agli autori alla loro prima pubblicazione nella categoria romanzi.

Premio Fondazione Megamark 2020

Il “Premio Fondazione Megamark – Incontri di Dialoghi”, partito come una scommessa in campo culturale e giunto già alla quinta edizione, consolidandosi nel panorama nazionale dei concorsi letterari, registra ogni anno un sempre più alto livello qualitativo delle opere in gara e tanti i titoli considerati meritevoli di entrare nella rosa dei finalisti; per questo una novità di questa edizione, proposta dalla giuria degli esperti, sarà la promozione dei migliori libri partecipanti al premio, anche se non finalisti.

Queste sono state le parole di Giovanni Pomarico, presidente del Gruppo e della Fondazione Megamark:

«Dopo le enormi difficoltà che il mondo della cultura e dell’editoria hanno dovuto affrontare durante l’emergenza sanitaria, con la chiusura delle librerie vogliamo dare un segnale di speranza contribuendo alla promozione dei libri più meritevoli e facendo conoscere al pubblico alcuni degli scrittori esordienti di maggior talento. Faccio i miei auguri ai cinque finalisti e i complimenti all’autore che ha ricevuto la menzione speciale per l’originalità del suo stile. Un grazie speciale alla giuria degli esperti che con grande professionalità e attenzione segue questa nostra iniziativa sempre con entusiasmo».

Maria Teresa Carbone, presidente della giuria degli esperti ha voluto sottolineare lo slancio positivo dimostrato dalle case editrici italiane dopo il lockdown con queste parole:

«Dopo una discussione interessante e articolata siamo pienamente soddisfatti delle cinque nuove proposte scelte come finaliste, pubblicate da case editrici di diverse dimensioni e provenienze geografiche, che riflettono una varietà di stili di scrittura e di sguardi sulla letteratura e sul mondo; una cinquina quindi che, in un anno particolarmente complicato come questo, rispecchia molto bene la vitalità della narrativa italiana contemporanea».

Le opere in gara sono state esaminate dalla giuria tecnica presieduta dalla critica letteraria Maria Teresa Carbone e composta dalla direttore del quotidiano online «Ilikepuglia.it» Annamaria Ferretti, dal caporedattore del TGR Puglia Giancarlo Fiume, dal professore ordinario di Letteratura italiana dell’Università degli Studi di Bari Pasquale Guaragnella, dal vicecaporedattore centrale de «La Gazzetta del Mezzogiorno» Oscar Iarussi e dallo scrittore Cristian Mannu, vincitore della prima edizione del Premio. Il vincitore sarà decretato da una giura popolare di 40 lettori al quale sarà riconosciuto un premio di 5.000 euro; ognuno degli altri quattro finalisti riceverà, comunque un premio di 2.000 euro.

Il vincitore di questa edizione sarà reso noto durante la serata, organizzata il prossimo 25 settembre al Palazzo delle Arti Beltrani, nell’ambito de “I Dialoghi di Trani”. Sempre nel corso della manifestazione, in programma a Trani dal 23 al 27 settembre, saranno organizzati anche incontri con gli scrittori e gli editor delle case editrici.

Gli altri finalisti sono: Emanuele nella battaglia (Einaudi) del laziale Daniele Vicari, Le isole di Norman (Italo Svevo) della siciliana Veronica Galletta, Notturno di Gibilterra (L’Orma) del campano Gennaro Serio e Tutti assenti (Mesogea Culture Mediterranee) dell’abruzzese Davide Ruffini. La giuria ha inoltre ritenuto di dare una menzione speciale a Io sono la bestia (NN) del pugliese Andrea Donaera in quanto l’opera «è in grado di mettere felicemente in crisi la tradizionale struttura del romanzo».

Il Taccuino delle piccole occupazioni

Il Taccuino delle piccole occupazioni è un romanzo che parla di occasioni mancate. ll protagonista è Girolamo, uno stralunato osservatore del mondo, che confabula con sé stesso e non smette mai di ragionare su quello che vede attorno, sulla città in perenne mutamento, sulle esistenze multiformi che la abitano. Girolamo vive molte vite, alla ricerca di un centro di gravità che continua a sfuggirgli. La sua unica stella polare è Viola, un amore vissuto e perduto più volte, che incarna ai suoi occhi la possibilità di una condizione diversa. Ma Viola è un approdo impossibile, un’isola fantasma che scompare all’orizzonte. E anche Girolamo, che è nato il 29 febbraio, un giorno che neanche esiste tutti gli anni, ha in fondo l’impressione di esistere soltanto a intermittenza.

Leggi l’intervista di Rai Letteratura a Graziano Graziani: https://www.raicultura.it/letteratura/articoli/2020/03/ESL-Article-Item-09c33f96-04fc-4c4e-885a-0bf1dbe2b863.html