Dal 13 maggio al 19 giugno arriva a Roma la mostra Le case di carta, un percorso attraverso le opere di Paco Roca.

 

“Le case di carta”, mostra a Roma su Paco Roca

Finalmente a Roma, per la prima volta, l’emozionante talento fumettistico di Paco Roca viene celebrato con una grande mostra, alla Fox Gallery
di Roma
, in Corso Vittorio Emanuele II 5. Aperta da venerdì 20 maggio al 19 giugno 2022 e organizzata insieme all’Istituto Cervantes di Roma e alla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

La Le case di carta presenterà circa 90 opere originali dell’artista spagnolo che raccontano il suo intero percorso artistico, dal celebrassimo Rughe fino al suo ultimo e straordinario graphic novel Ritorno all’Eden (2021) e alla sua personalissima interpretazione di  
Batman per la DC Comics.

Ma non solo: Le case di carta, un’esposizione, due location.

Una ricca selezione di tavole originali tratte da Rughe, La Casa, Ritorno all’Eden, Il Tesoro del Cigno Nero (e tanto altro) sarà esposta in esclusiva il 13/14/15 maggio alla Città dell’Altra Economia del Testaccio durante ARF! Festival.

Durante i tre giorni dell’ARF! Festival (13-15 maggio), Paco Roca sarà presente per incontrare il pubblico.

Il materiale in mostra all’ARF! sarà poi [re]integrato alla mostra di Corso Vittorio Emanuele, aperta al pubblico da martedì 17 maggio, fino al 19 giugno 2022, da lunedì alla domenica, con orario 11.00 – 14.30 e 15.30 – 19.00.

Rigore dell’immaginazione, culto della memoria, rifiuto del potere e delle comuni sicurezze. La pura arte narrativa di Paco Roca.
“Paco Roca è affascinato dalle case, ma allo stesso modo è sempre pronto a svelarne la natura ingannevole, la loro capacità di tramutarsi in ragnatele che imprigionano gli esseri umani, che impediscono loro di avanzare verso nuovi orizzonti. Le vere case, per Paco Roca, sono quelle narrative, che si sviluppano elevandosi su affilati storytelling; su una scelta tanto istintiva quanto meditata delle inquadrature e dei frame catturati nelle vignette; sull’impiego di colori desaturati che rifuggono dall’iperrealismo e rimandano al modo in cui la nostra mente accoglie e riplasma ciò che assorbe dall’esterno.“

dall’introduzione di Alessandro Di Nocera


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