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Da Topolino e il fumetto Disney italiano
Storia, fasti, declino e nuove prospettive

 

Andrea Tosti

Tunué, Lapilli, 2011

Come è noto Topolino, alias Mickey Mouse, nacque dalla fantasia di Walt Disney che, all’epoca giovane animatore con alle spalle alcuni lavori di un certo rilievo, ma non di enorme successo, produsse una serie di cortometraggi con protagonista il giovane roditore. Il più famoso di questi lavori rimane sicuramente Steamboat Willie (1928), impresso ormai nell’immaginario popolare attraverso la figura del piccolo eroe intento a governare un battello a vapore mentre fischietta un allegro motivetto. Steamboat Willie non segnò l’esordio di Topolino sul grande schermo, ma rappresentò sicuramente l’inizio della vera popolarità del personaggio e, conseguentemente, il punto di partenza per quello che sarebbe presto diventato un impero economico e immaginifico a livello globale: la Walt Disney Company. […]


Un frame da Steamboat Willie

Le evoluzioni delle caratteristiche grafiche e psicologiche di Mickey Mouse seguirono i cambiamenti degli Stati Uniti, accompagnando il paese dal periodo della Grande Depressione, durante cui il Nostro impersonava un simpatico clochard con vaghe reminescenze chapliane, fra capanne, steccati diventi e zuffe da bar con il gatto Nip, al New Deal rooseveltiano. […] Tutti gli autori riuscirono a portare un proprio contributo sia alle storie che andavano a raccontare, sia al carattere dei personaggi, sia, infine, all’universo Disney nel suo complesso. Il loro lavoro, a cui per molti anni pochissimi sono stati capaci di associare un nome che non fosse quello di Walt Disney, ha contribuito a scrivere la storia della letteratura a fumetti e non solo nel territorio della “letteratura per l’infanzia”. Al contempo, con i ritmi e le modalità di un mestiere per molti versi dalle caratteristiche “impegatizie”, gli stessi autori hanno continuato a innovare la produzione Disney, dall’altro il campo della narrativa a fumetti in generale. […]


Walt DIsney

A ereditare (il 5 maggio 1930) da Ub Iwerks le matite e i testi delle strisce di Topolino fu Floyd Gottfredson, che seguì Topolino e i suoi comprimari da un mondo fatto di storie semplici e lineari, già avventurose ma principalmente basate sullo schema della gag, verso trame più complesse e spesso inquietanti, attraversando i territori, allora ancora poco esplorati, dell’horror, del poliziesco e della commedia sofisticata.

Il lavoro di Gottfredson fu, in ultima analisi, quello che aprì il mondo dei fumetti Disney all’ampissimo ventaglio di possibilità, narrative e combinatorie, che tutt’oggi sembrano ancora virtualmente ineusaribili. Egli dotò personaggi, in fondo non dissimili da molti altri interpreti di strisce del periodo, di una personalità a tutto tondo, di una complessità che li ha proiettati nell’eternità. Li trasformò, in ultima analisi, da personaggi in attori e, come gli interpreti di un teatro itinerante, li mandò in giro per il mondo a recitare. In meno di un decennio Gottfredson mise in gioco tutti gli elementi che sarebbero riusciti a far raggiungere al fumetto Disney i meriti che oggi, quasi unanimemente, gli vengono riconosciuti. Per salire sulla vetta più alta, però, si sarebbe dovuto aspettare l’arrivo di Carl Barks.

[…] Forse fu il primo vero umanista dell’universo Disney, con una spiccata predisposizione verso il lato razionale delle cose, peculiarità che però non gli impedì di far viaggiare spesso i propri eroi in paesi esotici e attraverso contesti contaminati dalla magia. Barks fu un autore capace di toccare una quantità infinita di corde. I suoi personaggi furono umani nel senso più profondo del termine. Complessi e pieni di contraddizioni, essi vivono, attraverso le sue storie, avventure articolate che li mettono a confronto con i propri limiti.


Carl Barks e Floyd Gottfredson
© Disney. 

Fonte

[…] L’influenza che questi due autori ebbero nel definire l’universo grafico e narrativo dal quale ben presto i creativi italiani avrebbero attinto è imprescindibile.Questo sia per ciò che riguarda modelli e stilemi grafici che spesso verranno ripresi più che fedelmente, ma anche per tutto un ventaglio di scelte tematiche che, al di là della costruzione delle trame e della composizione dei disegni, si offrì come un vastissimo bacino in cui, ancora oggi, i nostri autori pescano volentieri idee e riferimenti. […] Nelle storie scritte e disegnate nel nostro paese i temi centrali dell’avventura e dell’esotismo furono tra quelli principalmente sviluppati, insieme a trame di tipo poliziesco. La prima storia con Topolino interamente prodotta in Italia, “Topolino e il Cobra Bianco” (1948) elemento di congiunzione tra le forme Topolino Giornale e Topolino Libretto è un perfetto esempio di questa tendenza; ma, successivamente, una parte importante sarà rivestita anche dalla rappresentazione del nostro paese,  raccontato attraverso storie, personaggi, vizi e difetti tipicamente italici.


La copertina di “Topolino e il cobra bianco”

[…] La testata [Topolino Libretto, ndr] esordì nel 1949, presentando già una storia tutta italiana Nel 1953 furono pubblicate solo due storie italiane che salirono a sette l’anno successivo, a otto nel 1954 e a trenta nel 1957. Nel 1961 fa il suo esordio Massimo De Vita che diventerà uno dei migliori autori della testata raggiungendo la piena maturità nel corso degli anni 80. nel 1967 esordisce Giorgio Cavazzano diventato uno dei più apprezzati disegnatori italiani di tutti i tempi.

Negli anni ’80 per la prima volta nella sua storia la rivista il cambiò il proprio direttore: Gentilini passo infatti il testimone a GaudenzioCapelli che restò in carica fino al 1994. La gestione Capelli è ricordata da molti autori e spesso da molti lettori come una delle migliori anche per le grandi vendite: alcuni numeri di Topolino Libretto con dei gadget componibili in allegato toccarono e superano il milione di copie. Le avventure di Topolino si allontaneranno sempre più dalla loro originale matrice avventurosa o noir facendo di Mickey un personaggio sempre più borghese e domestico. Inoltre dopo il passaggio alla Walt Disney Company Italia la rivista verrà coinvolta sempre più profondamente in un processo di internazionalizzazione che porterà alla apprezzabile risultato di fare dell’Italia il principale produttore di storie Disney a fumetti nel mondo.