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Tunuéweek | Tutti gli eventi dal 20 al 26 novembre

Tunuéweek: tutti gli incontri, le presentazioni e gli eventi

dal 20 al 26 novembre

Presentazioni, incontri e firmacopie

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22 NOVEMBRE

24 NOVEMBRE

Festival

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TUNUÉ AL FESTIVAL INTERNAZIONALE NUES FUMETTI E CARTONI NEL MEDITERRANEO – SFIDE (STRA)ORDINARIE – CAGLIARI

 

 

Vi aspettiamo!

 

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Parola di copertina | Sergio Nelli racconta “Ricrescite”

Sergio Nelli racconta Ricrescite

attraverso la sua copertina

Un ramo gemmato, una fioritura.  

Vista così la copertina può sembrare quasi primaverile e piena di promesse, ma le ricrescite a cui allude il testo sono anche cosa ben diversa.

Crescere e ricrescere in diverse età può darci – c’è da sperarlo – nuova comprensione, liberazione dagli ingombri, attenzione alla vita.

Tuttavia, questa continua metamorfosi porta con sé un difficile confronto con situazioni nuove (un lavoro, una vita di coppia, la generazione di un figlio, la gestione economica di una famiglia ecc.) e una soma di dolore e di rinuncia, con infortuni, come le malattie proprie e dei nostri cari, le morti, le catastrofi, un disagio diffuso o, nella dimensione più personale e intima, un senso di insoddisfazione che può allargarsi e tracimare.

Ci accorgiamo allora più consapevolmente delle potature subite, delle amputazioni, delle ferite nuove e vecchie. Mentre il passato e l’infanzia continuano incrollabili a tornare, ora con un po’ di felicità ora con smarrimento e pena per ciò che andiamo perdendo.

Sergio Nelli

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Parola di copertina | Kareen De Martin Pinter racconta “Dimentica di respirare”

La copertina di “Dimentica di respirare”

raccontata dalla scrittrice Kareen De Martin Pinter

“Alle origini di questo romanzo c’era già l’immagine di un pesce, per la precisione la fotografia del delfino sulla copertina de L’uomo delfino di Jacques Mayol. La trama poi: il mio protagonista pratica l’apnea per scendere il più profondo possibile e battere tutti i record nel mare che, certo, diventa un altro personaggio, con tutto ciò che racchiude. Mare e respiro, dentro al quale l’apneista si tuffa ancora prima di toccare l’acqua. Perché il primo viaggio in verticale da fare è dentro sé stessi. Durante la stesura mi si fece largo l’idea dell’apnea come un luogo, un corridoio vero e proprio, un luogo di passaggio per accedere a un altrove. L’idea del pesce lanterna, un pesce abissale, è venuta quindi in modo naturale. Di fauna marina ne ho studiata parecchia per la preparazione del romanzo, ma abbiamo trovato che dentro a questo pesce, profondo, scuro, antico, con un alone di fosca luminosità, come un ricordo ripescato dalla memoria torbida, ci fosse tutto il mio personaggio, la cui carne è trapassata dal filo invisibile del tempo, che gli ricuce addosso il passato, vivo, e gli agita davanti agli occhi visioni di mostri marini forse annidate nelle risacche delle sue paure.”

Kareen De Martin Pinter

 

Il libro:

 

 

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ROMANZI: un anno dopo.

Per Tunué parlare del Salone Internazionale del Libro di Torino a qualche giorno dalla partenza significa, anzitutto, dare un colpetto a una candelina nella tasca. Un anno fa, infatti, eravamo al Lingotto con due libri per le mani, uno verde e uno blu. Uno con una casetta in copertina che sembrava un missile, uno con un arcobaleno che sembrava un frollino. Uno era Dettato di Sergio Peter, l’altro era Stalin + Bianca di Iacopo Barison. In quel momento, quei due oggetti apparentemente innocui, ai nostri occhi rappresentavano un che di ordinario e folle insieme: erano la cosa proibita, quel cucchiaino di marmellata prima di cena che i tuoi genitori, dotati di rigore e buon senso, ti vietano quando sei bambino. Lo erano perché si trattava di due romanzi, perché a scriverli erano stati due esordienti giovanissimi, ma soprattutto perché a pubblicarli eravamo stati noi: una casa editrice che fino ad allora si era occupata di graphic novel e saggistica e che, nonostante i mostri che si agitavano, e si agitano nel ventre dell’editoria, era lì con una collana di narrativa appena nata e parecchia tremarella.

Poi, però, la paura è diventata elettricità: ci siamo accorti che seppure i giganti del libro facevano il muso duro, seppure i dati sulla lettura ci rincorrevano come cappi con le gambe, le voci che avevamo scoperto pareva che qualcuno, là fuori, le stesse aspettando, ne avesse bisogno quanto noi. Così a quei primi due titoli ne sono seguiti tre: Lo Scuru di Orazio Labbate, Tutti gli altri di Francesca Matteoni e, da pochissimo, L’appartamento di Mario Capello. Sono creature diverse, spesso diversissime tra di loro, ma accomunate da un fatto: ognuna di queste storie rappresenta il tentativo di far compiere alla scrittura movimenti imprevisti, avventati, capaci di far passare aria nuova lungo la gola dell’immaginazione. Abbiamo visto la prosa farsi poesia e poi di nuovo prosa, abbiamo visto il dialetto mischiarsi all’italiano per raccontare la materia di un incubo, e cosa voglia dire abbandonare il lavoro della propria vita senza essere mediocri ma felici. Abbiamo creduto in romanzi costruiti su dei racconti, su degli stralci di memoria, o su dei viaggi che si presentavano come dei lunghi piani sequenza. E, forse, abbiamo dimostrato che un esordio merita di essere preso in considerazione. In questi dodici mesi, critici o lettori appassionati hanno descritto, con cura e onestà, quello che stavamo cercando di fare, e l’hanno fatto nonostante altrove non manchi la bellezza. Molti librai, sparsi per l’Italia, ci hanno accolti con una pazienza e un entusiasmo tali da spiazzarci. La candidatura al Premio Strega, poi, ci ha fatto capire che a mettere in piedi tutto questo, magari, non siamo stati così matti.

Qualcuno, a questo punto, si starà chiedendo cosa abbiamo intenzione di fare per il futuro, perciò sciogliamo le riserve e vi diciamo questo: che la candelina salirà sul treno per Torino e che siete tutti invitati allo stand G41 pad.2 a soffiare insieme a noi.


Da segnare:


Sabato 16 ore 11:
Il senso di una fine. Marco Peano presenta L’appartamento di Mario Capello. Independents’ Corner;
Sabato 16 ore 22: Romanzi: un anno dopo. Intervengono: Vanni Santoni, Iacopo Barison, Orazio Labbate, Mario Capello. Sala Incubatore.

STAY TUNUED!