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Atanas Dalčev compie 115 anni!

In occasione del suo compleanno, ricordiamo Atanas Dalčev (giugno 1904 – gennaio 1978). Artista di origini bulgare, Dalčev è stato uno dei più poliedrici scrittori del secolo scorso: critico, traduttore, ma soprattutto poeta, è stato fonte di ispirazione per uno svariato numero di opere, tra cui spicca “Il balcone” di Kalina Muhova, edito per noi di Tunué nella collana “Mirari”, nelle librerie da marzo 2019.

Con uno sguardo attento al realismo e una particolare sensibilità filosofica, Dalčev porta nelle sue poesie l’altra faccia del quotidiano, affrescando i vicoli, le case, gli scorci, con parole efficaci nella loro estrema semplicità. L’uomo attraversa le strade come un flaneur, un passeggiatore curioso e studioso della modernità, che nel suo vagare inquieto riesce a cogliere la complessità della vita.

Con “Il Balcone”, Kalina Muhova ha scelto la forma del silent book per creare un ponte tra immagini e parole, ponendosi esattamente al centro, con una narrazione silenziosa ma sempre efficace. Seguendo la poetica di Dalčev, “Il Balcone” ci insegna a guardare oltre le apparenze, a cercare il dettaglio, a trovare la luce nelle atmosfere cupe proposte dalla storia, oltre il muro.

“Credo che l’illustrazione, specialmente quella che non viene accompagnata dalla parola scritta (come accade nei silent book), sia la forma d’arte visiva più vicina alla poesia”. Sono queste le parole scelte dall’autrice per raccontare questa forma espressiva. E oggi, nel ricordo di Dalčev, le facciamo nostre più che mai.

Articolo di Martina Petrò

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Giornata mondiale della poesia 2019 | Atanas Dalchev e “Il Balcone” di Kalina Muhova

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Immagini e luci che penetrano e scaldano il cuore del lettore, una bellissima metafora della conoscenza e uno sguardo su tutto ciò che di fantastico accade nella vita reale.

Il balcone di Kalina Muhova con delicatezza dischiude un mondo meraviglioso a partire da un componimento di Atanas Dalchev, poeta bulgaro attivo nella prima metà del ‘900, vincitore dell’Herder Prize.

Nella Giornata mondiale della poesia Kalina Muhova ci introduce al suo picture book e alla poesia che l’ha ispirata.

Buona lettura!

 

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Come è nato questo libro?

Il libro è nato, principalmente, dalla collaborazione con Zornitsa Hristova, che è l’editor di Tochitza, la casa editrice bulgara per cui è uscito originalmente Il Balcone. Ci siamo incontrate alla Fiera del libro per Ragazzi nel 2016 e ci siamo messe a parlare dei bei libri che abbiamo visto lì, tra cui tanti silent book. Ci piacevano molto e alla fine eravamo tutte e due d’accordo sul fatto che un libro del genere manca proprio in Bulgaria. E così, abbiamo deciso di lavorare insieme.

Perché hai deciso di trattare questo tema?

Zornitsa aveva già in mente un idea piuttosto precisa, ovvero partire da una poesia di Atanas Dalchev e sviluppare una storia parallela (ma comunque collegata) all’opera del poeta. Mi ricordo l’entusiasmo che ho provato quando lei mi ha proposto questo progetto: ho sempre voluto lavorare su un libro senza parole e poi, la poetica di Dalchev era molto vicino al mio mondo e ai miei disegni. Insomma, non potevo dire di no a questo punto. 

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Credo che l’illustrazione, specialmente quella che non viene accompagnata dalla parola scritta (come accade nei silent book), sia la forma d’arte visiva più vicina alla poesia.

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Parlaci un po’ di Atanas Dalchev…

Atanas Dalchev è un poeta, traduttore e critico d’arte nato all’inizio del ‘900. Lui è stato una figura molto importante nell’ambito letterario in Bulgaria, perché era uno dei pochi in quell’epoca che ha affrontato tematiche legate al realismo e alla cosiddetta verità, in tutti i suoi aspetti, incluse le parte sgradevoli.

La prima volta che ho letto qualcosa di suo è stato durante i miei studi a Sofia. Mi aveva colpita l’atmosfera cupa e quasi soprannaturale che avvolge tutte le sue poesie, pur raccontando vicende apparentemente banali che appartengono alla quotidianità. L’ho approfondito meglio quando mi è stato commissionato l’albo Il balcone.

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Chi sono i tuoi poeti bulgari preferiti?

A parte Dalchev, apprezzo molto i lavori di Dimcho Debelyanov. Riescono a commuovermi ogni volta che li leggo. Lui è nato a Koprivshtica, il paesino di mio padre, dove ritorno ogni estate. Quando sono li, vado spesso nella sua vecchia casa e rileggo le sue poesie piene di nostalgia. Ogni volta credo di capirlo un po’ meglio.

 

Quali sono gli aspetti che ami di più della poesia e ci sono delle cose che la poesia ha in comune con il tuo lavoro di illustratrice?

Credo che l’illustrazione, specialmente quella che non viene accompagnata dalla parola scritta (come accade nei silent book), sia la forma d’arte visiva più vicina alla poesia. In tutti i due casi, la narrazione avviene attraverso la contemplazione lenta dei minuscoli dettagli che l’autore/illustratore ci ha lasciato da scoprire.

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Atanas Dalchev

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Kalina Muhova

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Quello che sarà #7 | Il 2019 di Tunué | Walt Whitman

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QuelLive Oak, With Moss (titolo originale)
poesie inedite di Walt Whitman
illustrazioni di Brian Selznick

Collana «Mirari»

Quando stava per compiere quarant’anni, Walt Whitman scrisse dodici poesie raccolte in un piccolo libro che chiamò Live Oak, With Moss: riflessioni intense ed estremamente private sull’attrazione che provava verso gli altri uomini, che si rivelarono le esplorazioni più ardite del poeta sul tema dell’amore omosessuale, ben prima che la parola entrasse in uso. Questi poemi rivoluzionari e appassionanti non furono mai pubblicati dall’autore e sono rimasti sconosciuti fino a oggi. L’illustratore Brian Selznick – autore bestseller e vincitore del Caldecott Award – offre, tramite le sue immagini, una narrazione provocatoria di Live Oak, With Moss e, con l’aiuto di Karen Karbiener, studioso di Walt Whitman, ricostruisce la storia della creazione dei dodici poemi.

Walt Whitman è stato un poeta, scrittore e giornalista statunitense. È conosciuto per essere l’autore della raccolta poetica Foglie d’erba, pubblicata in diverse edizioni a partire dal 1855.

Brian Selznick è autore bestseller del New York Times, vincitore del Caldecott Award, tra le sue opere più conosciute La straordinaria invenzione di Hugo Cabret e La stanza delle meraviglie dalle quali sono stati tratti altrettanti film diretti da Martin Scorsese e Todd Haynes. Vive tra Brooklyn e San Diego.

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Quello che sarà #1 | Il 2019 di Tunué | Licia Troisi

Quello che sarà #2 | Il 2019 di Tunué | Carol Swain

Quello che sarà #3 | Il 2019 di Tunué | Il maestro dei tappeti

Quello che sarà #4 | Il 2019 di Tunué | Daisy

Quello che sarà #5 | Il 2019 di Tunué | Nellie Bly

Quello che sarà #6 | Il 2019 di Tunué | Ar-men

Quello che sarà #8 | Il 2019 di Tunué | Morgana 

Quello che sarà #9 | Il 2019 di Tunué | Jo e i tre cappottini

Quello che sarà #10 | Il 2019 di Tunué | Matilde e i pirati

 

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Konstantinos Kavafis | “E se non puoi la vita che desideri”

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E se non puoi la vita che desideri è la poesia di Kostantinos Kavafis

che ha ispirato il titolo del graphic novel di Francesco Memo e Barbara Borlini

La vita che desideri

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Kavafis ispira non solo il titolo, ma anche i temi del graphic novel:
la storia di Giulio e Giorgio è la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi
e un viaggio per affermare la propria identità e la vita che si desidera avere
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E se non puoi la vita che desideri

cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

 

 

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

 

 

Konstantinos Kavafis

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Kostantinos Kavafis è stato uno dei più importanti poeti greci.

Nato nel 1863, le sue poesie furono spesso ispirate all’antichità ellenistica, bizantina e romana e contribuirono a vitalizzare la letteratura greca che Kavafis sentiva come centro propulsore della cultura e come linguaggio in grado di trascendere il tempo e lo spazio per parlare ai contemporanei di ogni epoca.

I versi di “E se non puoi la vita che desideri” dischiudono uno dei temi maggiormente affrontati dal poeta: l’importanza di saper cogliere il presente senza sprecare il proprio tempo. 

Un inno alla vita, ma anche un invito a ricercare i piaceri veri e non transuenti, che Kavafis riprende dalla moralità classica e al senso di misura greco. Tra gli altri temi affrontati ricorrono l’omosessualità, la nostalgia, il viaggio, la ricerca di un senso delle cose e della vita.

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Non sorprende quindi che una tale poesia è scelta da Francesco Memo e Barbara Borlini come titolo e epigrafe del loro graphic novel La vita che desiderila storia di Giulio e Giorgio è la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi e un viaggio per affermare la propria identità e la vita che si desidera avere sconfiggendo il conformismo, la Shoah, le leggi razziali, le deportazioni, l’omofobia.

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Forse l’amore: poesia illustrata

Forse l'amore: poesia illustrata

È appena uscito in libreria Forse l’amore,
la poesia illustrata da Sualzo
e sceneggiata da Silvia Vecchini

 

Se non avete ancora sfogliato  Forse l’amore, e scoperto i suoi colori delicati come ciprie, insieme al candore delle sue parole, vi consigliamo di cliccare play e di godervi questo bookstrailer perché, ve lo assicuriamo, è una vera delizia:

“Forse l’amore è un cuore in battaglia,
felice,
già arreso.”

Un ragazzo e una ragazza, il fiore dell’età, i sentimenti che sbocciano: Silvia Vecchini trasforma in poesia un sentimento denso che si affaccia negli anni dell’adolescenza: il primo amore. Sualzo ne disegna i tratti, accompagnando il lettore in un viaggio di immagini semplici e variopinte in cui la memoria si spinge lontano e si frammista al presente, risvegliando sentimenti sopiti da tempo.
Presentato in anteprima assoluta al Comicon di Napoli, e dall’11 maggio disponibile in libreria, Forse l’amore vi aspetta anche al Salone del libro di Torino.

Buona lettura!

Sualzo
Antonio “Sualzo” Vincenti (Perugia, 1969) è autore e illustratore. Con il graphic novel L’improvvisatore (Rizzoli-Lizard) ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura del Festi’BD di Moulins 2009. Con Fiato sospeso, scritto da Silvia Vecchini, ha vinto il Premio Carlo Boscarato 2012 come Miglior fumetto per bambini e ragazzi. Per Bao Publishing pubblica nel 2013 Fermo e nel 2016, ancora in collaborazione con Silvia Vecchini, Una cosa difficile.

Silvia Vecchini
Nata a Perugia nel 1975, scrive libri per bambini e romanzi per ragazzi, albi illustrati e libri tattili pubblicati in Italia e all’estero. Ha raggiunto un notevole successo di pubblico e critica con Fiato sospeso, illustrato da Sualzo e vincitore del Premio Carlo Boscarato 2012 e del Premio Orbil Balloon 2013. È inoltre autrice delle storie di Gaetano & Zolletta, edite da Bao Publishing.