Manca solo una settimana all’uscita di Sulla collina, ultimo Tipitondi del duo Ilaria FerramoscaMauro Gulma. Il volume – già in preordine sul nostro store – racconta le avventure di quattro ragazzi accomunati dalla passione per i racconti horror, che si sottopongono a una prova di coraggio recandosi in una grotta sulla collina, in attesa di inoltrarsi nella notte, per avvicinarsi così alla casa della “monaca pazza”, protagonista di un fatto di cronaca nera avvenuto quindici anni prima.
Con chiari ed efficaci richiami all’universo di Stephen King – in equilibrio tra It e Stand by me – si tratta di una storia che scorre fluida, e ha già incuriosito in molti.
In attesa dell’uscita ufficiale in libreria, è proprio il disegnatore Mauro Gulma che ci ha raccontato la genesi dell’opera.

Ci potresti dare una descrizione breve, precisa ed efficace del libro?

Personalmente trovo la storia molto intrigante, in grado di coinvolgerti e farti risvegliare nostalgie e ricordi di quand’eri ragazzino e mosso dalla curiosità di ciò che è misterioso, per vivere esperienze in maniera spensierata che poi ti rimangono impresse nella mente anche da grande, le tipiche “ragazzate” che, pensandoci da adulto, ti fanno sorridere.

Qual è il punto saliente della storia?

Trovo difficile trovare un punto saliente della storia, perché da disegnatore mi ha coinvolto dall’inizio alla fine.

Da cosa è nata l’ispirazione?

Per quel che mi riguarda principalmente dalla musica (soprattutto il metal anni ’80 tipo Iron maiden), e poi in particolar modo Stand by me di Ben E. King, senza dimenticare il film omonimo, I Goonies e Monster squad, e tra i libri mi sembra quasi scontato citare quello di Stephen King.

A chi si rivolge?

Direi che si rivolge a tutti i bambini in un’età compresa fra i 13 e gli 80 anni.

C’è un luogo dove avvengono le azioni che è cruciale nell’evolversi della storia e che può essere collegato con la realtà?

Credo sia il momento in cui i ragazzini entrano nella casa della monaca pazza; malgrado conoscano il passato di quel luogo non esitano a entrarci e vivere quell’esperienza sfidando ogni paura. Cose che magari, diventando grande, non osi più fare nella vita.

Perché credi che il tuo libro debba essere letto?

Perché lo trovo un libro in grado di far emozionare (come lo ha fatto con me), rivivendo ricordi adolescenziali. Probabilmente le avventure personali sono differenti da quelle dei protagonisti della storia, ma credo che sia in grado di far riaccendere quella fiammella, diciamo.

Cinque aggettivi che descrivono al meglio la tua storia.

Sorprendente, divertente, emozionante, terrificante e nostalgica.

sulla_collina_montata_STORE