Quello che voleva essere è il graphic novel che ha consacrato Carol Swain tra i più interessanti fumettisti del panorama europeo, meritandole la definizione di «Raymond Carver del fumetto britannico» (Time Out). Un’opera con un ritmo cinematografico che si rivela un tesoro inaspettato, ricco di dettagli naturalistici e di eventi fantasmagorici.

Carol Swain ci ha raccontato la nascita di questo gioiello.

Buona lettura!

 

Cosa ha ispirato questo libro e perché hai scelto di raccontare questa storia?

Il graphic novel è stato ispirato dal mio vicino, poi diventato Emrys, personaggio del graphic novel. Sono stata influenzata dalla sua storia, dalla sua vita e la sua morte. Anche il paesaggio del Galles è stata una forte componente che ha dato vita a Quello che voleva essere

Per rispondere alla seconda, non sono davvero sicura di aver deciso di raccontare la storia. Le storie prorompono con forza, trovano la loro strada nella coscienza di ognuno. Se sono forti abbastanza, allora devono essere scritte. 

Quali sono tuoi i punti di riferimento artistici?

Tanti libri, film e canzoni. Per fare qualche esemio: Jack Moriarty, Mark Beyer, Raymond Carver, Sherman Alexie, Richard Brautigan. Malick, Tarkovsky, Bresson, Kieslowski. E ancora, Sleep furiously, un film  di Gideon Koppel.

Parlaci della copertina…

La copertina di Quello che voleva essere è una rappresentazione del paesaggio rurale in cui sono cresciuta, quello del Galles. La figura è il personaggio centrale – Emrys il contadino. Rappresentarlo da solo in mezzo al paesaggio mi sembrava il modo adatto per il suo stile di vita. La copertina è stata disegnata con matite colorate

Raccontaci dove lavori e come…

Mi sono appena trasferita in una nuova casa e devo ancora abituarmi al mio studio. Di fronte, posso vedere in lontananza il mare e un tavolo di pino usurato. Il lavoro di solito comporta periodi prolungati di distrazione resa più grave dall’accesso a Internet. Essere un’autrice di graphic novel comporta tantissimo lavoro autonomo. 

Cosa ti piacerebbe trasmettere al lettore?

Un senso di integrità e solidità, le stesse della protagonista e del luogo.