Shaun Tan racconta Cicala

attraverso la sua copertina

 

.Curiosamente, le copertine sono di solito l’ultima cosa di un libro a cui penso, e raramente ho un’idea chiara fin dall’inizio. Trovo sia meglio aspettare di vedere com’è il libro finito e poi cercare di riassumere quella sensazione in una singola immagine, che sia una già presente nel libro, o che sia nuova.

Nel caso di Cicala, volevo mostrare il personaggio principale e la sua condizione il più chiaramente possibile, tanto che l’intero concept, e possibilmente l’intera storia, fosse comunicato a un solo sguardo:  un insetto che lavora in ufficio, circondato da scartoffie disordinate. L’elemento chiave è forse il colore, il verde lussureggiante della testa della Cicala, con i suoi occhioni amichevoli ma imperscrutabili, contrapposti ad uno sfondo monocromo e piuttosto spoglio.

La grafica è grande e chiara, una formula di una sola parola, e la copertina stessa funziona come un unico oggetto di immagine-parola. Si potrebbe persino indovinare la fine della storia, solo a partire dai sottili spunti concettuali della copertina.

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Ho creato questa immagine, come le altre del libro, costruendo modelli tridimensionali in argilla e vernice, e posizionandoli e illuminandoli all’interno di spazi ufficio in miniatura costruiti con cartone espanso e carta. Dopo averle attentamente illuminate, le ho fotografate più volte, ho assemblato queste foto in un’immagine composita in Photoshop, e il risultato è stato il riferimento necessario per un dipinto.

Il dipinto finale è realizzato in materiali abbastanza tradizionali, acrilico e pittura ad olio su carta, senza alcuna regolazione digitale a parte la correzione del colore per la stampa, dopo che il dipinto è stato fotografato professionalmente. Quello che mi piace della pittura ad olio (lo strato finale) è la natura accidentale delle sue texture, e il promemoria intrinseco del fatto che un dipinto è un dipinto. Non è reale, ma un’illusione di segni colorati, e per me questo è un richiamo critico del fare arte, l’ambiguità del suo realismo.

Pensare che qualcosa è reale e allo stesso tempo essere consapevoli del fatto che si tratta di una finzione, così che rimanga una tensione costante all’interno di un’immagine dipinta. 

Shaun Tan