Enrico Orlandi racconta Il fiore della strega

attraverso la copertina del suo graphic novel

 

Quando ho progettato “Il fiore della strega sapevo che volevo raccontare una storia di crescita.

Ho immaginato un viaggio avventuroso, che avrebbe portato Tami  e il lettore ad attraversare terre lontane e ad affrontare pericoli sconosciuti. Uno di quei viaggi che, alla fine, non ti riportano a casa, ma a conoscere un po’ più di te stesso.

La storia è ambientata in Lapponia e prende spunto dai suoi miti e dalle sue leggende; tutto questo doveva essere presente fin dalla copertina, quindi la neve e il freddo erano elementi imprescindibili.

Volevo inoltre che la copertina trasmettesse un senso di pericolo celato, e la scena è infatti vista dall’interno di una grotta, che fa anche da cornice all’immagine. Tuttavia, questo senso di pericolo è controbilanciato dall’atteggiamento deciso del protagonista Tami, che si avventura nella grotta armato di una torcia per illuminare l’oscurità.

Sul retro ho disegnato il Fiore, l’oggetto del desiderio di tutto il racconto, immerso nell’oscurità del suo rifugio.

Enrico Orlandi