12 giugno: è questa la data scelta per ricordare la giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Questo dramma, fatto di enormi soprusi, è ancora tristemente attuale: dal 1967 il lavoro minorile è legalmente vietato ma, anche a causa della crisi economica degli ultimi anni, purtroppo non è ancora scomparso, anzi risulta addirittura in aumento. Dal 2013 al 2018, ben 1.437 sono stati i casi di infrazione delle normative vigenti volte a tutelare il bambino e la sua condizione.

Molti sono gli strumenti validi e necessari per combattere questo problema sociale, e senz’altro la cultura è uno di questi. La letteratura infatti da sempre si fa specchio del reale, segnalando e denunciando i mali di una società sempre più difficile da decifrare. Numerosi classici hanno dedicato la propria attenzione al mondo dell’infanzia e al desiderio di donarle il giusto riscatto: tra questi ricordiamo Oliver Twist, scritto dal grande autore dell’Ottocento inglese Charles Dickens.

Oliver è un bambino travolto dagli eventi, ma resta attento e vigile, mai sopraffatto, ricordandoci la forza di un’innocenza che sa di libertà. In una società dove il pregiudizio di classe e le discriminazioni sociali venivano messe al primo posto, Oliver non smette mai di insegnarci a sognare, abbattendo le barriere con le quali è costretto a scontrarsi, districandosi tra maltrattamenti, ingiustizie, false accuse e iniquità.

Dauvillier, Deloye, Merlet e Rouger hanno fatto propria la volontà dell’autore originario, adattando questo grande classico per Tunuè. Pubblicato nella collana Tipitondi nel 2014, il fumetto di Oliver Twist racconta una storia che conserva tutta la drammaticità espressa nel romanzo, arricchendo la trama con una grafica intensa e toccante.

Abbiamo il dovere di continuare a raccontare storie come questa, perché si creda che qualcosa, grazie alla commistione tra realtà e fantasia, possa ancora cambiare.

Articolo di Martina Petrò