Il ciclo arturiano, figlio di una tradizione prettamente orale, ben si presta a variazioni e reinterpretazioni: nel loro bellissimo graphic novel Morgana, Simon Kansara e Stéphane Fert, partendo da alcuni punti fermi (Morgana è sorellastra di Artù, la Regina Ginevra ha intrattenuto una relazione con Lancillotto) Kansara e Fert ci mostrano una visione interessante sulla Tavola Rotonda, guardandola da una nuova e diversa prospettiva: con gli occhi di Morgana.

Nella versione di Kansara e Fert, Morgana è per l’esattezza l’erede designata al trono di Britannia. Con una serie d’inganni Merlino riesce a far salire al trono il di lei fratellastro Artù e Morgana vive molti anni in esilio, acquisendo poteri magici. In questa narrazione l’ascesa di Artù è dunque una vera e propria usurpazione.

Questo specchio deformante tocca anche le gesta eroiche e virtuose della Tavola Rotonda: Gawain e Parsifal sono descritti come degli ubriaconi, ben lungi dal salvare fanciulle da temibili draghi. Anzi, agli occhi dei contadini, i draghi che le fanciulle devono temere sono questi stessi “paladini”.

Anche Artù, re ingenuo e incapace, è un drago. È il drago che tiene prigioniera Ginevra. Confinata nelle sue stanze “tra banchetti, prove d’abito, giardini e pony” la Regina sogna una vita lontana dalla corte. Questo matrimonio voluto da mio padre non mi soddisfa del tutto. Artù è un po’… rapido fra le lenzuola.”, confessa un giorno Ginevra a Morgana, mentre sogna l’amore di Lancillotto. Forse più bello di Artù come aspetto, ma dalla natura non diversa da quella degli altri cavalieri.

Vuoi essere governata da degli animali, Ginevra?”, chiede Morgana un po’ di tempo dopo. “No.  Non voglio più stare al guinzaglio. Portami con te!”

Così Morgana, la vera erede al trono di Britannia, salva la regina Ginevra dalle grinfie dell’usurpatore Artù e dalle altre bestie che siedono alla Tavola Rotonda. E rifiutando ogni padrone, le due si rifugiano nella foresta in compagnia di altre donne, finalmente libere come mai lo sono state.

Articolo di Federico Mazzoni