E se non puoi la vita che desideri è la poesia di Kostantinos Kavafis

che ha ispirato il titolo del graphic novel di Francesco Memo e Barbara Borlini

La vita che desideri

Kavafis ispira non solo il titolo, ma anche i temi del graphic novel:
la storia di Giulio e Giorgio è la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi
e un viaggio per affermare la propria identità e la vita che si desidera avere

E se non puoi la vita che desideri

cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico.

 

 

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

 

 

Konstantinos Kavafis

Kostantinos Kavafis è stato uno dei più importanti poeti greci.

Nato nel 1863, le sue poesie furono spesso ispirate all’antichità ellenistica, bizantina e romana e contribuirono a vitalizzare la letteratura greca che Kavafis sentiva come centro propulsore della cultura e come linguaggio in grado di trascendere il tempo e lo spazio per parlare ai contemporanei di ogni epoca.

I versi di “E se non puoi la vita che desideri” dischiudono uno dei temi maggiormente affrontati dal poeta: l’importanza di saper cogliere il presente senza sprecare il proprio tempo. 

Un inno alla vita, ma anche un invito a ricercare i piaceri veri e non transuenti, che Kavafis riprende dalla moralità classica e al senso di misura greco. Tra gli altri temi affrontati ricorrono l’omosessualità, la nostalgia, il viaggio, la ricerca di un senso delle cose e della vita.

Non sorprende quindi che una tale poesia è scelta da Francesco Memo e Barbara Borlini come titolo e epigrafe del loro graphic novel La vita che desiderila storia di Giulio e Giorgio è la storia di un viaggio alla ricerca di se stessi e un viaggio per affermare la propria identità e la vita che si desidera avere sconfiggendo il conformismo, la Shoah, le leggi razziali, le deportazioni, l’omofobia.

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