Immagini e luci che penetrano e scaldano il cuore del lettore, una bellissima metafora della conoscenza e uno sguardo su tutto ciò che di fantastico accade nella vita reale.

Il balcone di Kalina Muhova con delicatezza dischiude un mondo meraviglioso a partire da un componimento di Atanas Dalchev, poeta bulgaro attivo nella prima metà del ‘900, vincitore dell’Herder Prize.

Nella Giornata mondiale della poesia Kalina Muhova ci introduce al suo picture book e alla poesia che l’ha ispirata.

Buona lettura!

 

Come è nato questo libro?

Il libro è nato, principalmente, dalla collaborazione con Zornitsa Hristova, che è l’editor di Tochitza, la casa editrice bulgara per cui è uscito originalmente Il Balcone. Ci siamo incontrate alla Fiera del libro per Ragazzi nel 2016 e ci siamo messe a parlare dei bei libri che abbiamo visto lì, tra cui tanti silent book. Ci piacevano molto e alla fine eravamo tutte e due d’accordo sul fatto che un libro del genere manca proprio in Bulgaria. E così, abbiamo deciso di lavorare insieme.

Perché hai deciso di trattare questo tema?

Zornitsa aveva già in mente un idea piuttosto precisa, ovvero partire da una poesia di Atanas Dalchev e sviluppare una storia parallela (ma comunque collegata) all’opera del poeta. Mi ricordo l’entusiasmo che ho provato quando lei mi ha proposto questo progetto: ho sempre voluto lavorare su un libro senza parole e poi, la poetica di Dalchev era molto vicino al mio mondo e ai miei disegni. Insomma, non potevo dire di no a questo punto. 

Credo che l’illustrazione, specialmente quella che non viene accompagnata dalla parola scritta (come accade nei silent book), sia la forma d’arte visiva più vicina alla poesia.

Parlaci un po’ di Atanas Dalchev…

Atanas Dalchev è un poeta, traduttore e critico d’arte nato all’inizio del ‘900. Lui è stato una figura molto importante nell’ambito letterario in Bulgaria, perché era uno dei pochi in quell’epoca che ha affrontato tematiche legate al realismo e alla cosiddetta verità, in tutti i suoi aspetti, incluse le parte sgradevoli.

La prima volta che ho letto qualcosa di suo è stato durante i miei studi a Sofia. Mi aveva colpita l’atmosfera cupa e quasi soprannaturale che avvolge tutte le sue poesie, pur raccontando vicende apparentemente banali che appartengono alla quotidianità. L’ho approfondito meglio quando mi è stato commissionato l’albo Il balcone.

Chi sono i tuoi poeti bulgari preferiti?

A parte Dalchev, apprezzo molto i lavori di Dimcho Debelyanov. Riescono a commuovermi ogni volta che li leggo. Lui è nato a Koprivshtica, il paesino di mio padre, dove ritorno ogni estate. Quando sono li, vado spesso nella sua vecchia casa e rileggo le sue poesie piene di nostalgia. Ogni volta credo di capirlo un po’ meglio.

 

Quali sono gli aspetti che ami di più della poesia e ci sono delle cose che la poesia ha in comune con il tuo lavoro di illustratrice?

Credo che l’illustrazione, specialmente quella che non viene accompagnata dalla parola scritta (come accade nei silent book), sia la forma d’arte visiva più vicina alla poesia. In tutti i due casi, la narrazione avviene attraverso la contemplazione lenta dei minuscoli dettagli che l’autore/illustratore ci ha lasciato da scoprire.

Atanas Dalchev

Kalina Muhova