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Tunué, 15 anni di Storie: a Lucca Comics & Games 2019 nasce il Padiglione Tunué

Tunué

Quindici anni fa, il 23 luglio 2004, nasceva l’avventura della Tunué: Massimiliano Clemente, Emanuele Di Giorgi e Concetta Pianura fondavano la casa editrice.

Per festeggiare l’anniversario, la migliore occasione sarà l’appuntamento annuale con Lucca Comics & Games dove abbiamo progettato uno spazio che vi accoglierà e vi farà sentire a casa. Un intero padiglione (in piazza Napoleone) dedicato ai nostri libri, ai nostri autori ma soprattutto a voi lettori. Sarà #CasaTunué, un luogo per vivere un’esperienza grazie agli autori italiani e internazionali e a tutto lo staff Tunué che vi farà immergere nelle storie e nel mondo editoriale che le realizza.

La Tunué è nata seguendo due direttrici di sviluppo: dare vita al primo catalogo strutturato di saggistica dedicata all’immaginario pop e pubblicare graphic novel che traghettassero i lettori dai fumetti seriali e conquistassero i lettori di varia. La visione è maturata dalla gestione del sito internet Komix.it – ideato da Massimiliano Clemente e Emanuele Di Giorgi. Punto di riferimento per tutti gli appassionati, nel 2004 Komix.it ha scalato le classifiche di traffico quando il neonato servizio Google News è sbarcato in Italia e lo ha scelto come notizia precaricata.

Questo importante attestato di stima nei confronti di un lavoro redazionale di qualità, sommato ai numeri da grande portale, ha spinto i fondatori a trovare una forma stabile di organizzazione e la scelta di costituire una casa editrice è stato il grande passo.

Sono molti gli autori che da tutto il mondo sono diventati componenti della nostra famiglia, sempre con un obiettivo comune: fare del fumetto un consumo culturale a tutto tondo. 

Negli anni sono successe tantissime cose, e ve le racconteremo nei dettagli nelle prossime settimane, ma una ci teniamo a ricordarla subito: nel 2018 Editrice Il Castoro ha acquisito una partecipazione di maggioranza di Tunué, dopo aver acquisito nell’anno precedente una partecipazione di Edizioni Sonda.

L’unione con la casa editrice milanese punta a creare un polo innovativo nel mondo del graphic novel italiano e internazionale.

Nel Padiglione Tunué quindi potrete trovare anche graphic novel e illustrati di Editrice Il Castoro e di Edizioni Sonda.

Vi aspettiamo durante i giorni di Lucca Comics & Games per festeggiare insieme il nostro compleanno e la bellezza di un mondo che ogni giorno ci regala potentissime vibrazioni.

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GLI IMPERDIBILI TUNUÉ

Arrivano in libreria «Le Ali» e «Tipitondi PIÙ» le collane di graphic novel bestseller per adulti e ragazzi in formato tascabile.

In libreria a partire dal 3 ottobre «Tipitondi PIÙ» e dal 7 novembre «Le Ali», le due nuove collane conterranno la selezione dei titoli bestseller dall’esteso catalogo Tunué. Queste collane vogliono essere una bussola di qualità per il libraio e il lettore nel vasto oceano dei graphic novel. Nuova sarà anche la veste grafica, il formato maneggevole e il prezzo leggero.

Con le collane «Le Ali» e «Tipitondi PIÙ» Tunué vuole offrire grandissimi capolavori dedicati sia agli appassionati, sia a chi vuole avvicinarsi per la prima volta al mondo del fumetto, partendo così da testi imperdibili.

Ad aprire le danze nella collana per ragazzi «Tipitondi PIÙ» saranno Brina e la banda del sole felino di Giorgio Salati e Christian Cornia – un graphic novel che ha riscosso moltissimi successi tra cui la traduzione per il mercato statunitense e la pubblicazione su Il Giornalino –  e Fiato sospeso di Silvia Vecchini e Sualzo, opera insignita dall’Associazione librerie indipendenti ragazzi con il Premio ORBIL e vincitrice del Premio Boscarato.

Ne «Le Ali» i primi due titoli imperdibili saranno Rughe di Paco Roca, un long seller con oltre 25.000 copie vendute in Italia, vincitore nel 2008 del premio Gran Guinigi, e Beowulf di Santiago García e David Rubín, il suggestivo adattamento della una delle più importanti saghe nordiche.  

Questa la programmazione editoriale per la seconda parte del 2019, il 2020 vedrà nelle collane autori di punta come Gud, Dauvillier e Soleilhac, Emiliano Pagani e Bruno Cannucciari, Tony Sandoval e molti altri grandissimi nomi del mondo del fumetto.

A queste due collane sarà dedicato un proprio espositore che permetterà alle librerie di rendere ancora più visibile la proposta.

«Negli ultimi mesi la Tunué si è  concentrata sui bisogni dei librai e dei lettori; la risposta che diamo per soddisfare le loro esigenze prende la forma di due nuove collane: Tipitondi PIÙ e Le Ali, la migliore selezione delle storie Tunué in un formato e a un prezzo che faciliteranno l’incontro con chi vuole la sicurezza di libri belli, emozionanti a un prezzo amichevole.»

Massimiliano Clemente, Direttore Editoriale 

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Premio Speciale Manzoni per La vita che desideri

In questi quindici anni dalla sua fondazione, Tunué si è impegnata a pubblicare e sostenere graphic novel che niente avessero da invidiare ai romanzi, aiutando così il fumetto a diffondersi nelle librerie e sdoganandolo sempre più al grande pubblico.

È allora per noi un importantissimo, simbolico traguardo la consegna a La vita che desideri di un Premio speciale della giuria, da parte del Premio Letterario Manzoni, sostenuto da Associazione 50&Più Confcommercio Lecco e giunto alla sua 15esima edizione. Il bellissimo graphic novel di Francesco Memo e Barbara Borlini racconta la vita di Giulio attraverso trent’anni tumultuosi anni della Storia d’Italia: dalla Prima Guerra Mondiale all’indomani del 8 settembre 1943.

Spiega Eugenio Milani, presidente di Associazione 50&Più: “Il romanzo grafico è un genere sempre più emergente che ci è sembrato opportuno valorizzare in questa edizione, tanto più quest’opera che con maestria ci regala un affresco storico importante”.

“Iniziative come il Premio Letterario Manzoni – ha aggiunto l’assessore alla Cultura del Comune di Lecco Simona Piazza – servono non solo alla città di Lecco ma anche alle persone: in particolare, questo evento accende i riflettori sulla cultura della lettura, spesso sopraffatta dalle nuove tecnologie e dai mass media, quale importante pilastro della formazione. Ricordo poi che il Premio si inserisce da diversi anni all’interno della Rassegna Culturale Lecco Città dei Promessi Sposi che vuole essere un tributo ad Alessandro Manzoni, autore legato alla nostra città”.

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Grand Hotel Abisso: Cambiando canale

“È chiaro che lo stato di benessere tipico del XX secolo non solo non è sostenibile al momento, ma non è nemmeno adeguato alle nuove sfide della fluidità e della volatilità della società contemporanea” – così afferma in TV un’opinionista, e conclude: “non basteranno mille manifestazioni violente per cambiare le cose”. Poco tempo prima il Parlamento è stato teatro di un apparente attentato terroristico.

Cambiamo canale. Un altro notiziario. “I tagli alla sanità sono inevitabili… Sono misure dolorose per le quali non ci sono alternative possibili o credibili”. Si tenta di correre ai ripari. A quale costo? Per fortuna – un altro canale, un altro notiziario – “la principale autorità nel campo dell’educazione ribadisce che il risanamento di bilancio nella voce scuole pubblica non si ripercuoterà negativamente sulla qualità dell’insegnamento.” Un sospiro di sollievo pensando ai nostri figli, ma la domanda rimane: che il nostro welfare state, vanto europeo dal dopoguerra, sia stato solo un’illusione?

Nel nostro mondo, forse. Ma nel nostro mondo nessuna di queste frasi è stata davvero pronunciata. Certo, potrebbe esserlo. Nel nostro mondo un uomo non si è mai svegliato murato in una stanza e una voce registrata non gli ha mai detto che ha diritto a ben 650 bittercoin al mese così che il governo possa “verificare se con la pensione media del nostro paese si può vivere dignitosamente.”

Ma potrebbe farlo. Potrebbe svegliarsi domani.

Nel mondo di Gran Hotel Abisso tutto ciò è successo. La sensazione che il mondo costruito da Marcos Prior e David Rubìn, straboccante di notiziari di propaganda da una parte e violenza popolare dall’altra,non sia un mondo altro rispetto al nostro, bensì la distopica profezia di un futuro alle porte, permane tutta la lettura del graphic novel, più attuale che mai.

Purtroppo non è possibile cambiare canale. Non è possibile pensare ad altro. Tentando un’ultima volta, dallo schermo del televisore una voce apatica ma soave ci rassicura che “facendo molto di più con molto di meno” la nostra Grande Nazione, la migliore di tutte le Nazioni, uscirà dalla crisi.

Articolo di Federico Mazzoni

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Grand Hotel Abisso fra fake news e verità

Nel suo celebre saggio La società dello spettacolo, Guy Debord scrisse che “il vero è un momento del falso”. Ribaltando la logica hegeliana secondo cui ogni contraddizione e ogni falsità si risolvono dialetticamente in una verità (“il falso è un momento del vero”), Debord sostiene che nella società contemporanea la pluralità di informazioni, opinioni e punti di vista abbia creato uno spettacolare groviglio in cui è ormai impossibile districarsi. E dunque non è più concesso all’uomo accedere al Vero con la lettera maiuscola: anzi, il poco di vero in cui crediamo si perde in un contesto di falsità, divenendo una piccola parte a sostegno del Falso.

Il libro di Debord pubblicato nel 1967 appare quasi profetico a cinquant’anni di distanza, nell’era della post-verità e degli alternative facts. Nell’era, cioè, delle fake news: il groviglio di opinioni e (dis)informazioni di Debord si è concretizzato nel mare magnum dei media e dei social network, dove noi – pubblico spesso e volentieri acritico e disattento – ci imbattiamo in notizie senza fonti e opinioni relative una realtà inesistente e inconsistente. A cui nondimeno crediamo.

Per un governo di destra, che ha attuato politiche atte a diminuire la spesa del welfare, può essere così molto facile spacciare per “terroristi” un gruppo di manifestanti, tanto più se animati dalla rabbia sfociano nella violenza. È quello che succede in Grand Hotel Abisso. Al pubblico distratto e anestetizzato dai media arrivano a reti unificate conferme sulla crudele atto terroristico: 300 feriti, poi 33 morti e 307 feriti, anzi è ufficiale, 8 morti e 462 feriti ma taluni parlano di un solo morto e ben 555 feriti.

Nel graphic novel qualcuno intravede l’uscita dal groviglio di disinformazione, notando che nessuno si chiede quale fosse l’originaria rivendicazione della manifestazione. Ma non ha seguito, e in fondo nemmeno è importa conoscere tale fatto o sapere precisamente il numero di morti e feriti. C’è stato un atto di violenza. È vero. Ed è stato un attentato terroristico pianificato, che ha portato a molti morti e molti feriti. Il vero è un momento del falso.

Nelle sue varie linee narrative l’opera di Marcos Prior e David Rubìn, che debutta in Italia questo mese, non fornisce alcuna reale soluzione per uscire dal mondo della falsità; tuttavia, suggerisce di scavare a fondo a ogni singola parvenza di verità: “il problema è che giriamo sempre attorno a una violenza spettacolare [e] allo stesso tempo rimane velata, occulta, una violenza istituzionale molto più dannosa”. Debord sarebbe concorde.

Articolo di Federico Mazzoni