Carvalho. Tatuaggio: Hernán Migoya, sceneggiatore del graphic novel, racconta i dietro le quinte dell’opera e la sua collaborazione con il disegnatore Bartolomé Seguí .


«Appena ebbi l’idea di trasporre i romanzi di Pepe Carvalho in fumetti, seppi che Tomeu Seguí era il disegnatore adatto per questo progetto, per il suo talento nel trasmettere l’atmosfera del passato che Vázquez Montalbán descrisse quasi dal vivo e ricrearla visivamente con ricchezza di particolari. Inoltre, risultò essere un fan dei romanzi, e io avevo già lavorato con lui, per cui sapevo della sua enorme professionalità, efficacia e onestà: tre importanti elementi distintivi quando due persone si trovano a collaborare insieme per parecchio tempo».


«Per conto mio, mi preparai come mai prima: spesse volte ho sceneggiato fumetti passando un mio storyboard all’autore, ma in questo caso, dopo un attento esame del romanzo, ho creato una storyboard completo per me soltanto, precedente alla sceneggiatura stessa, per avere subito un’idea di come pianificare e controllare se tutto scorreva fluidamente. Dopo infiniti controlli lo tradussi in una sceneggiatura, che è la base sulla quale ha lavorato Seguí».


«Daniel Vázquez Sallés mi raccontò che l’attore preferito da sempre da suo padre come modello ideale per impersonare Carvalho era Ben Gazzara. Seguì e io gradimmo il suggerimento (mi è sempre tanto piaciuto Gazzara, mi capitò addirittura di averlo davanti a me nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Valencia), e se uno lo guarda bene, trova in lui addirittura qualcosa di gallego. Riusciamo così perfino a esaudire a modo nostro un desiderio del maestro Montalbán.

Per tratteggiare Charo, Seguí si basò su attrici e look del cinema porno soft spagnolo, il cosiddetto “Cine S”, della fine degli anni Settanta: le mitiche Paca Gabaldón, Ágata Lys e Bárbara Rey furono le sue principali ispiratrici

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