Per tutti i nerd: intervista a Stefano Priarone
Stefano Priarone, autore di Nerd Power. C'è uno sfigato in tutti noi e sta raschiando per uscire, risponde ad alcune domande per capire il nostro grado di nerdosità
di Concetta Pianura
Ciao Stefano,Ciao, Concetta. Lo sai che, dopo almeno una quarantina di interviste che ho fatto, questa è la prima nella quale non sono l'intervistatore, ma l'intervistato? Contenta di essere la prima? Spero di non avere troppa ansia da prestazione…
Il titolo del tuo saggio ha un tono provocatorio, Nerd Power. Come e perché hai deciso di cimentarti in quest'opera così inusuale?
Perché non c'era. Ed è bello scrivere un libro che prima non c'era, anzi è, o meglio dovrebbe essere, uno dei motivi principali per i quali si scrive un libro. Vengono pubblicati tanti libri inutili, come (adesso che siamo in clima elettorale) quelli firmati dai politici, in genere scritti da ghost writer. Spazzatura per spazzatura, meglio prendersi Tek War di William Shatner, il leggendario Capitano Kirk di Star Trek, che fra l'altro fino al 28 febbraio (segnalazione in puro stile nerd) potete acquistare a metà prezzo al sito Fanucci.
Ci descrivi i tratti tipici del nerd, cosa fa, quali sono le sue abitudini?
Non è una specie strana… Essere un nerd significa essenzialmente avere delle passioni, dal fumetto, ai giochi, alla letteratura di genere, eccetera. Non è necessario essere degli sfigati secondo l'iconografia classica del nerd, basta avere delle passioni, cosa che è quasi una colpa nel nostro mondo, dove non devi mai appassionarti troppo a qualcosa. Attualmente sul forum tennis di MyMag c'è un topic che si sta espandendo come il blob del famoso b-movie con Steve McQueen, intitolato "Federer è il più grande di sempre"! Malgrado il titolo, il topic non è tanto incentrato sullo svizzero numero uno al mondo, quanto invece sui confronti fra tennisti di epoche diverse, analizzando gli scontri diretti, gli slam vinti, la percentuale di vittorie, il livello degli avversari affrontati... I postatori, appassionati in maniera quasi maniacale, sono dei nerd, anche se non sanno di esserlo. (E io con loro, visto che il tennis è un'altra delle mie passioni).
Delinea brevemente la storia di questa classificazione sociale…
Chi sono i nerd? Come affermo nel mio libro, secondo le teorie maggiormente accettate, il filosofo Timothy Charles Paul Fuller adottò il termine nerd alla metà degli anni sessanta del XX secolo per descrivere lo stereotipo dell'uomo intelligente ma con poche capacità sociali, che quindi diveniva spesso lo zimbello dei suoi conoscenti. Più in generale, si indica con il termine nerd tutti coloro che hanno passioni “socialmente poco accettate” come i fumetti, i giochi di ruolo, il fantasy, Star Trek, e che preferiscono interagire con i computer che con gli esseri umani, anche perché la loro vita sociale è inesistente. Tradizionalmente, i nerd sono infatti ignorati dalle ragazze, e si suppone che si riproducano per via non sessuale, o magari la “nerdosità” è un carattere recessivo, e ci sono non nerd che ne sono portatori sani e lo trasmettono quindi ai figli.
Il focus del tuo libro è quello di dare luce al fenomeno nerd secondo una diversa prospettiva, quale?
Che essere nerd, come ho detto prima, non vuol dire affatto essere sfigati, e, anzi, il nerd, con i suoi vasti interessi, gioca con l'immaginario, coglie spunti che altri non colgono. Tutti i principali registi, romanzieri, fumettari attuali sono dei nerd, che sono riusciti a realizzare le loro passioni. Il nostro immaginario è adesso plasmato da nerd. E se un tempo l'immagine tipica del nerd era il comic book guy dei Simpson, il grassone che gestisce un negozio di fumetti perso nel suo mondo, adesso esistono esempi diversi di nerd, come Seth Cohen di The OC, autoironico, citazionista e tutt'altro che brutto.
In un episodio di OC Seth chiede a Marissa se ha vomitato come la bambina del film Il sesto senso. E chi interpretava la bambina del Sesto Senso? Mischa Barton, la Marissa di OC. Una citazione quasi metanarrativa, molto sottile, che solo chi è almeno un pochino nerd è in grado di cogliere.
Qual è l'attuale situazione in Italia?
In Italia la parola nerd è ancora spesso usata come sinonimo di sfigato, bisogna riscattarla. Ma è anche vero che mica tutti la conoscono. Ti racconto quello che mi è successo qualche giorno fa. Sono in palestra, mi si avvicina una ragazza davvero sexy che conosco di vista. Mi chiede:
«Tu scrivi, vero? Cosa stai scrivendo adesso?»
«Un libro sui nerd, e sono in ritardo, spero che l'editore non si spazientisca e non mi faccia decapitare, mettendo la mia testa in bella mostra in redazione (anche se me lo meriterei).»
«Nerd? Cosa sono?»
«Hai presente OC?»
«Sì, so che va in onda.»
«Un nerd è Seth Cohen.»
«Chi? Scusami, ho sentito parlare della serie, ma non l'ho mai vista...»
Sono allibito dalla sua ignoranza. Non vede neppure OC! Allora dico:
«Si sta facendo tardi, devo completare la scheda!»
E me ne vado: sarà pure sexy, ma troppo ignorante per i miei gusti.
Per concludere, abbiamo letto nella tua biografia che ti dichiari un vero nerd e che sei orgoglioso di esserlo… Come questa presa di coscienza si interseca con la tua vita privata e lavorativa?
È una parte di me e io sono tante cose differenti. Ci sono tanti modi di essere qualunque cosa e ci sono modi diversi di essere nerd: io penso (spero) di essere più simile a Seth Cohen che non all'obeso e antipatico comic book guy dei Simpson!
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